Doncic taglia corto: “Tornare ai Mavs? Sono concentrato sui Lakers
Parlando del licenziamento di Nico Harrison, Doncic glissa su una domanda scomoda: quella su un suo possibile ritorno a Dallas
Certe storie non finiscono, fanno solo un giro più lungo. Luka Dončić lo sa bene. Mercoledì sera, dopo la pesante sconfitta dei suoi Lakers contro Oklahoma City (121-92) in cui ha segnato 19 punti con 7 rimbalzi e 7 assist, il fuoriclasse sloveno è tornato – suo malgrado – a parlare del passato. O meglio, di chi quel passato lo ha spezzato: Nico Harrison, l’ex general manager dei Dallas Mavericks, licenziato pochi giorni fa.
È stato proprio Harrison, nove mesi fa, a spedire Doncic ai Lakers in una trade che fece tremare il Texas. Da allora Luka avrà avuto mille domande in testa, ma una, quella arrivata dopo la sconfitta con i Thunder, non lo ha fatto vacillare.
Durante una recente intervista gli è stato chiesto se, in una sorta di realtà parallela, riuscirebbe ancora a immaginarsi con addosso la maglia dei Mavs:
ensavo che sarei rimasto lì per sempre. Quel posto sarà sempre casa per me. Adesso però sono concentrato sui Lakers e preferisco non aggiungere altro
Doncic dopo Lakers-Thunder
Per i tifosi dei Mavs, quella cessione è stata un trauma. Le tribune di Dallas, per mesi, hanno risuonato di cori “Fire Nico!”, diventati quasi un inno di protesta. Il colpo di grazia è arrivato quando, nemmeno il giovane talento Cooper Flagg – prima scelta assoluta al draft – è bastato a riaccendere la speranza. Martedì, la società ha voltato pagina.
Dončić, invece, ha trovato la sua rinascita a Los Angeles. Con la maglia gialloviola ha ritrovato entusiasmo, responsabilità e soprattutto numeri da fuoriclasse: 37,1 punti, 9,4 rimbalzi e 9,1 assist di media in questo inizio di stagione. Cifre da MVP, che raccontano più delle parole quanto sia rimasto intatto il suo talento.
Sul futuro, Luka dribbla le domande come fa con i difensori, in conferenza stampa taglia corto. Ma a Dallas, e forse anche nel suo cuore, resterà sempre un po’ di quel ragazzo che credeva di dover restare “per sempre” lì dove tutto era cominciato nel 2018.