Lacob, Kerr e i Warriors: l’email che racconta il momento più delicato
L’email privata di Joe Lacob, diventata pubblica, racconta molto più di una semplice frustrazione post-partita. A Golden State emergono tensioni profonde tra risultati, sistema di gioco e futuro
Una sconfitta può lasciare il segno, ma a Golden State l’eco del 136-131 subito a Portland è andato ben oltre il parquet. Nelle ore successive alla gara, una email privata del proprietario Joe Lacob, resa pubblica da un tifoso, ha acceso i riflettori su un malessere che covava da tempo all’interno dei Golden State Warriors.
Il messaggio, breve ma diretto, è diventato virale e ha finito per raccontare molto più di quanto probabilmente fosse nelle intenzioni di chi lo ha scritto.
L’email di Lacob e il malcontento dei tifosi
Tutto nasce da un messaggio inviato a caldo da Justin Dutari, tifoso dei Warriors, che ha scritto a Lacob lamentando l’assenza di una vera seconda opzione offensiva, il presunto sottoutilizzo di Jimmy Butler e una struttura del roster priva di taglia nei ruoli chiave. Il tono è quello di chi segue la squadra da vicino e non nasconde la frustrazione.
La risposta di Lacob, autentica e confermata dalla franchigia, è stata altrettanto schietta:
Non puoi essere frustrato quanto me. Ci sto lavorando. È complicato. Stile di gioco, desideri degli allenatori sui giocatori, trend della lega. Jimmy non è il problema
Joe Lacob
Una replica che, pur difendendo Butler, apre implicitamente a una riflessione più ampia su identità tecnica, scelte strategiche e direzione futura.
Un record che pesa e aspettative mancate
Dopo 27 partite, Golden State naviga sul 13-14, ottava in una Western Conference affollatissima, un risultato distante dalle ambizioni dichiarate a inizio stagione. Con Stephen Curry nella fase finale della sua parabola agonistica, ogni stagione assume un peso specifico maggiore.
L’email di Lacob ha finito per mettere sotto i riflettori anche Steve Kerr, simbolo di continuità e architetto di un sistema offensivo che ha prodotto quattro titoli NBA, ma che oggi sembra meno aderente alle caratteristiche dell’attuale roster.
La risposta di Steve Kerr
Interpellato sull’episodio, Kerr ha provato a spegnere l’incendio:
Non è un grosso problema. Non sono preoccupato
Steve Kerr
Parole di facciata, dietro alle quali però emerge una realtà condivisa:
Siamo tutti frustrati. Joe è frustrato. Io sono frustrato. Steph e Draymond, tutti
Steve Kerr
Kerr ha anche sottolineato il fastidio per la pubblicazione di comunicazioni private, ricordando quanto possa essere distorsivo giudicare una situazione complessa da uno scambio di poche righe.
Futuro in sospeso e sostegno interno
Il contesto rende tutto più delicato. Steve Kerr è all’ultimo anno di contratto e ha già chiarito di non voler parlare di rinnovo prima della fine della stagione. Nonostante questo, sia Lacob che il GM Mike Dunleavy hanno ribadito pubblicamente il loro sostegno all’allenatore, posizione condivisa anche da Curry.
Joe mi supporta al 100%. Io supporto lui. La stabilità organizzativa è uno dei nostri punti di forza
Steve Kerr
Eppure, tra stile di gioco consolidato, nuove esigenze del roster e pressioni di risultati immediati, la sensazione è che i Warriors si trovino davanti a un bivio silenzioso, dove la continuità rischia di trasformarsi in rigidità.