Spurs vs OKC, è nata una nuova rivalità in NBA? Wemby: “I segnali ci sono”

Il punteggio dice 130-110, ma il messaggio è molto più forte. Spurs e Thunder si studiano, si colpiscono e iniziano a guardarsi diversamente. Il commento di Victor Wembanyama

Victor Wembanyama Thunder

I San Antonio Spurs non si limitano a vincere: mandano un messaggio chiaro agli Oklahoma City Thunder. Al Frost Bank Center travolgono OKC 130-110, imponendo ritmo, contatto e una difesa asfissiante che ribalta ancora una volta i rapporti di forza contro i campioni NBA in carica.

È la seconda vittoria in dieci giorni contro OKC e arriva con modalità che pesano più del punteggio finale. Perché quando una squadra ti costringe a giocare lontano dai tuoi punti di forza, allora qualcosa sta cambiando davvero.

Non a caso, il calendario propone subito un nuovo capitolo: sfida di Natale al Paycom Center, con l’aria di qualcosa che va oltre una semplice regular season game.

Difesa Spurs: pressione costante e controllo totale

La chiave della serata è tutta nella metà campo difensiva. San Antonio forza 15 palle perse, trasformandole in 20 punti diretti, togliendo fluidità a un attacco che raramente appare così statico.

Il dato è storico per OKC: prima volta in stagione sotto di oltre 20 punti, certificata nel finale quando Kelly Olynyk dalla lunetta firma il +21 (126-105). Un segnale forte, soprattutto contro una squadra che guida l’Ovest.

Nel pitturato e in transizione non c’è partita: 60-48 i punti in area, 19-5 quelli in contropiede, con il rookie Dylan Harper che aggiunge energia pura firmando 5 recuperi, massimo in carriera.

Johnson, Castle e Barnes: il supporting cast fa la differenza

Con Victor Wembanyama ancora in uscita dalla panchina (quinta gara consecutiva) e limitato a 12 punti – oltre alla fine della sua striscia di 101 partite con almeno una stoppata – sono gli altri a prendersi la scena.

  • Keldon Johnson: 25 punti
  • Stephon Castle: 24 punti
  • Harrison Barnes: 20 punti

Produzione, ma soprattutto scelte giuste nei momenti chiave.
Johnson lo sottolinea senza giri di parole:

Abbiamo già avuto partite in cui andavamo avanti e poi ci complicavamo la vita. Stavolta no. Questo passo in avanti è enorme per noi

Keldon Johnson

OKC colpita, Shai Gilgeous-Alexander non basta più

Dall’altra parte Shai Gilgeous-Alexander prova a tenere in piedi i Thunder con 33 punti, quarta gara consecutiva oltre quota 30. Il problema è come arrivano.

La difesa Spurs lo costringe lontano dalla lunetta: solo 7 tiri liberi di squadra, contro i 24 di San Antonio. Un’enormità, soprattutto per un attacco che costruisce molto del suo vantaggio proprio da lì.

SGA lo ammette:

Hanno giocato la partita alle loro condizioni. In attacco prendevano quello che volevano, in difesa ci hanno resi statici. Contro squadre così, se concedi troppo a lungo, il divario cresce da solo

Shai Gilgeous-Alexander

Il -20 finale rappresenta anche la seconda peggior sconfitta di OKC negli ultimi due anni, dietro solo al -27 contro i Lakers della scorsa stagione.

Wembanyama e la parola “rivalità”

Gli Spurs arrivano alla sfida di Natale con 7 vittorie consecutive, la striscia più lunga dal 2018-19. Numeri che alimentano il dibattito su una possibile rivalità nascente.

Wembanyama, come spesso accade, sceglie la via della misura:

Le rivalità nascono col tempo. I segnali ci sono: palazzetto pieno, energia diversa, fisicità alta per 48 minuti. Ma certe cose si costruiscono negli anni, non si forzano

Victor Wembanyama

Il paragone con PSG–Marsiglia chiarisce il concetto: rispetto, intensità, ma anche consapevolezza che il vero peso arriva solo con il tempo.

Una cosa è certa: Spurs e Thunder si affronteranno ancora tre volte in stagione. E dopo queste due partite, nessuno le guarderà più come semplici incroci di calendario.

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