Ben Simmons, la NBA può aspettare: “Non è il momento”
Tra infortuni, dubbi e una lega che cambia, Ben Simmons sceglie la pazienza. Tornare solo per esserci non basta più, e lui lo sa bene
Ben Simmons non ha fretta. E, per la prima volta dopo anni di rumore, infortuni e speculazioni, sembra perfettamente consapevole del perché. Il suo messaggio è netto: rientrare in NBA solo per occupare uno slot non ha senso, né per lui né per la lega.
In una lunga intervista concessa a Marc J. Spears, Simmons ha spiegato con chiarezza la sua posizione, prendendo le distanze da una narrazione che spesso riduce il suo futuro a un semplice “se e quando tornerà”.
Non credo che il punto sia semplicemente essere in una squadra. Se giocassi adesso, potrei stare in NBA per quello che so fare. Ma voglio dare tutto al gioco. Tornare solo per esserci significherebbe sprecare un posto, ed è una cosa egoista
Ben Simmons
Parole che raccontano una maturità diversa rispetto al passato, ma anche una piena comprensione del contesto attuale della lega.
Il problema non è il talento, ma l’affidabilità
Il curriculum di Simmons non è in discussione: tre All-Star, due volte nel primo quintetto difensivo NBA, una selezione All-NBA. Per anni è stato uno dei difensori più versatili della lega, capace di marcare più ruoli e incidere senza segnare.
Il problema è che quel Simmons appartiene al passato recente, non al presente. Le ultime stagioni hanno eroso la sua reputazione: stop continui, problemi fisici, insicurezze offensive e lunghissime assenze.
Nell’ultima stagione, divisa tra Nets e Clippers, ha prodotto 5.0 punti, 4.7 rimbalzi e 5.6 assist in 51 partite. Numeri dignitosi solo in apparenza. In campo, l’impatto è stato limitato: le difese lo battezzavano, il campo si restringeva, e molte azioni diventavano di fatto un quattro contro cinque.
Ed è qui che entra in gioco la realtà del mercato NBA: le franchigie oggi cercano continuità, non scommesse. Un playmaker non tiratore, reduce da anni di problemi fisici, che garantisce forse mezza stagione, è un profilo che spaventa i front office.
Tornare troppo presto potrebbe essere il colpo finale
Simmons lo sa. E forse è questo il punto più lucido del suo ragionamento. Un rientro affrettato, con un corpo e una testa non pronti, rischierebbe di chiudere definitivamente la porta NBA.
Sono fortunato a non dover rientrare per necessità. Voglio arrivare al massimo delle mie possibilità fisiche per competere. Altrimenti, non avrebbe senso
Ben Simmons
A 29 anni, teoricamente nel pieno della maturità atletica, il tempo però non è un alleato. Ogni stagione lontano dal parquet rende più difficile convincere le squadre che il vecchio Simmons possa davvero tornare. Nel frattempo la lega evolve ancora di più verso spacing, tiro e aggressività offensiva: un esterno di 2.08 senza tiro e senza fiducia nel proprio gioco ha sempre meno spazio.
Voci, rotture e un futuro ancora nebuloso
Negli ultimi mesi il suo nome è stato accostato a tutto: una clamorosa reunion con Philadelphia, interessamenti dall’estero, fino alla decisione di interrompere il rapporto con il suo agente e “sparire” da alcune trattative. Nulla di tutto questo ha cambiato la sua linea: nessuna corsa contro il tempo, nessuna forzatura.
Ed è una scelta che può sembrare rischiosa, ma coerente.
Miami, la pesca e un nuovo senso di controllo
Lontano dal campo, Simmons ha trovato un equilibrio diverso. Durante la riabilitazione è diventato proprietario di maggioranza dei South Florida Sails, squadra che partecipa allo Sport Fishing Championship.
Ero a Miami quando ho avuto l’opportunità di investire. Ho visto cosa stavano costruendo e ho deciso di diventare proprietario di maggioranza. È speciale far parte di qualcosa in cui credo davvero
Ben Simmons
Non è solo un investimento. È un modo per restare competitivo senza il peso fisico e mentale del basket, in una città che ormai considera casa. Un progetto che gli restituisce controllo, stabilità e uno scopo alternativo.
Una scelta sana, ma il tempo non aspetta
La mentalità di Simmons oggi appare più solida di quanto non sia stata negli ultimi anni. La pazienza è una virtù, ma in NBA il tempo è una valuta spietata. Se il ritorno non arriverà presto, e soprattutto se non mostrerà una versione profondamente diversa di sé, il rischio è che la sua parabola si spenga senza annunci.
Simmons ne è consapevole. Ed è proprio per questo che non vuole affrettare nulla. Perché un ultimo tentativo sbagliato potrebbe essere quello definitivo.