Dietro il ritorno di Embiid c’è Simon Rice: la storia meno raccontata
Dopo mesi di dubbi e critiche, Joel Embiid ritrova se stesso. La prestazione contro i Pelicans segna un punto di svolta tecnico ed emotivo per i 76ers
Dopo una lunga attesa e numerosi interrogativi sul suo futuro, Joel Embiid è tornato a mostrarsi nella versione che ha dominato la NBA fino alla conquista dell’MVP. Il centro dei Philadelphia 76ers ha guidato la vittoria per 124-114 contro i New Orleans Pelicans con una prestazione da 40 punti e doppia doppia, permettendo alla squadra di Nick Nurse di allungare a tre la striscia di vittorie consecutive.
Una partita che va oltre il risultato. Dopo il rientro dall’infortunio, Embiid aveva faticato a ritrovare ritmo e continuità, alimentando dubbi sul suo stato fisico e sulla possibilità di tornare ai massimi livelli. La notte di sabato ha invece rappresentato un punto di svolta, sia sul parquet che sul piano emotivo.
Nel post-partita, il numero 21 dei Sixers si è lasciato andare a un messaggio sentito, ripercorrendo il difficile percorso di recupero e ringraziando chi gli è rimasto accanto nei momenti più complessi, in particolare Simon Rice, figura chiave dello staff.
Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo trovato il giusto equilibrio nel programma quotidiano per farmi sentire pronto e in buone condizioni. Il suo nome non viene quasi mai citato, ma Simon Rice è stato probabilmente l’uomo chiave in tutto questo.
Joel Embiid
Embiid ha ammesso quanto sia stato vicino a sentirsi abbandonato, sottolineando l’importanza del lavoro svolto dietro le quinte dallo staff medico e tecnico, spesso lontano dai riflettori ma decisivo nel suo ritorno in campo.
Credo che quasi tutti avessero smesso di credere in me. Lui è stato l’unico a continuare a cercare soluzioni. È per questo che gli sono profondamente grato: è stato il mio punto di riferimento. Nessuno parlerà mai di lui, ma è la persona che ha fatto la differenza.
Joel Embiid
Parole che assumono ancora più peso alla luce del recente passato segnato dagli infortuni, che avevano limitato Embiid a 58 presenze complessive dopo la stagione da MVP, mettendo a rischio la sua continuità ai massimi livelli NBA.
Le ultime prestazioni confermano il trend positivo: 37 punti contro Sacramento, 38 punti e 11 rimbalzi contro New York e ora la prova dominante contro New Orleans. Segnali incoraggianti per una squadra che occupa il sesto posto nella Eastern Conference e punta a consolidare la propria posizione playoff.
Con Joel Embiid e Tyrese Maxey in grande forma, i 76ers restano una mina vagante a Est. L’assenza prolungata di Paul George, sospeso per 25 partite, obbligherà però i giocatori di rotazione a farsi trovare pronti. Ma se questo è il nuovo volto di Embiid, a Philadelphia è tornato lecito sognare.