“Project B League”, la nuova idea di LeBron e Mav Carter per sfidare la NBA
LeBron James, Maverick Carter e l’agente di Jokic insieme per la Project B: la nuova lega globale che potrebbe riscrivere gli equilibri del basket mondiale
Per anni abbiamo immaginato LeBron James nei panni del proprietario di una futura squadra a Las Vegas. Ma recentemente il 4 volte Campione NBA ha gelato tutti dichiarando di non essere più interessato all’acquisto di una franchigia, ufficialmente per i costi esorbitanti (tra i 7 e i 10 miliardi di dollari).
Tuttavia, la verità dietro questo passo indietro sembra essere molto più esplosiva e profuma di rivoluzione. Secondo un’inchiesta di The Athletic, l’ombra di LeBron si allungherebbe sulla “Project B League”, una nuova competizione nata con un obiettivo dichiarato: fare la guerra all’NBA.
A guidare l’operazione nel consiglio di amministrazione c’è Maverick Carter, socio storico e braccio destro di James. La strategia è aggressiva: attirare i campioni con stipendi faraonici e, soprattutto, quote azionarie della lega stessa, convincendoli a non rinnovare i propri contratti con le squadre attuali.
Che cos’è la “Project B League”
La Project B è una lega professionistica globale con un piano d’attacco frontale: il suo calendario, sviluppato tra novembre e aprile si sovrapporrà esattamente a quello dell’NBA. Questo costringerà i giocatori a una scelta netta: o noi, o loro.
L’obiettivo dichiarato dal co-fondatore Grady Burnett è “allungare la carriera delle stelle già affermate”, ma la strategia va oltre.
L’approccio è simile a quello adottato per il settore femminile: parliamo delle massime stelle di oggi. Vogliamo veri creatori di cultura che possano aiutarci a connetterci con i fan a livello globale. Seguiremo un formato simile portando le stelle di oggi e di domani. Per noi si tratta solo di creare un’opportunità e dire: ‘Questa è una reale nuova occasione, ottima per espandere il gioco, il tuo brand e crescere da lì
Grady Burnett
La lega punta a sottrarre i talenti più brillanti offrendo stipendi faraonici e, per la prima volta, quote azionarie (equity) sulla crescita della competizione stessa.
Un’idea rivoluzionaria, ma non nuova nel panorama del basket mondiale. Il modello è già un successo nel basket femminile, dove hanno già firmato stelle WNBA come Alyssa Thomas e Jewell Loyd. Ora, il mirino è puntato sugli uomini.
I promotori: il “cerchio magico” di LeBron
I nomi dietro l’operazione spiegano perché la NBA sia in allerta. Il cuore pulsante del progetto è Maverick Carter, socio storico e “mente” di tutti gli affari di LeBron James. Sebbene un portavoce parli di lui come di un semplice “amico e consigliere”, i fatti dicono altro: Carter siede nel consiglio di amministrazione ed è l’architetto del piano di espansione.
Ad affiancarlo c’è un altro peso massimo: Miško Ražnatović, il potente agente di Nikola Jokic e di metà delle stelle europee. Una foto virale su Instagram che ritraeva Carter, Ražnatović e LeBron a colloquio ha già alimentato il sospetto che il “Re” sia, se non il finanziatore, il grande padrino dell’operazione.
Il ruolo di LeBron: giocatore o regista?
La domanda che tutti si pongono è: vedremo LeBron James in campo nella Project B? Burnett è stato cauto:
Al momento non abbiamo avuto conversazioni dirette con lui
Grady Burrett
Tuttavia, è chiaro che la presenza di Carter e Raznatovic crei un ponte naturale.
La Project B non si limiterà agli Stati Uniti, ma giocherà in diverse città tra Asia, Europa e Sud America, trasformando il basket in un evento itinerante e globale. Con il lancio previsto per il prossimo autunno, il mondo del basket si prepara a una scissione che potrebbe cambiare per sempre la geografia dello sport.