Errore di Christie nel finale: la NBA indaga sul presunto tanking

Un fallo inspiegabile su Seth Curry nel finale scatena polemiche: errore o tanking? I Kings chiariscono la loro posizione

Doug Christie Sacramento Kings

A Sacramento si accende il dibattito, ma dentro l’organizzazione la linea è chiara: quanto accaduto nel finale contro i Golden State Warriors non è stato un tentativo di perdere volontariamente, bensì un errore di gestione.

La NBA ha avviato verifiche sull’episodio, ma secondo fonti interne ai Sacramento Kings si tratta di una semplice svista strategica da parte di Doug Christie, non di una scelta legata al tanking.

Errore di calcolo nel momento chiave

Con poco più di tre minuti da giocare e i Kings avanti di un punto, Christie ha chiesto a Doug McDermott di commettere fallo su Seth Curry, nonostante la squadra fosse già in bonus.

Una decisione che ha immediatamente fatto discutere: l’intenzione dell’allenatore era quella di fermare il gioco e sfruttare un timeout prima di perderlo automaticamente sotto i tre minuti. Il problema? Un errore di valutazione.

Christie avrebbe infatti dimenticato che i Warriors erano già in bonus, mandando così in lunetta Curry, tiratore con una media in carriera dell’86.4% ai liberi. Una scelta ancora più discutibile considerando che in campo c’erano opzioni più vantaggiose su cui eventualmente spendere fallo.

Il risultato: Curry fa 1/2 e pareggia i conti a quota 101.

La partita: rimonta e crollo finale

Dopo il timeout, però, Sacramento reagisce. Lo schema disegnato da Christie porta a una tripla proprio di McDermott, che riporta i Kings avanti di tre punti dopo essere stati sotto anche di 16.

Sembrava il momento della svolta, ma nel finale arriva il crollo: i Warriors chiudono meglio e vincono 110-105.

Le accuse di Draymond Green: “Multate queste cose”

A fine gara, Draymond Green ha alimentato la polemica con dichiarazioni dirette:

Ho visto una squadra fare fallo su Seth Curry a tre minuti dalla fine senza motivo. Io vengo multato quando sbaglio: multate anche queste cose

Draymond Green

Il giocatore dei GSW ha poi rincarato la dose, chiedendo maggiore severità da parte della lega contro episodi che possano sembrare tanking.

Kings, tra sviluppo giovani e sospetti

Il contesto, però, alimenta i dubbi esterni. Sacramento è in piena fase di ricostruzione: record di 21-59, tra i peggiori della lega, e diverse assenze pesanti.

Fuori per il resto della stagione Domantas Sabonis, Zach LaVine e De’Andre Hunter, mentre contro Golden State non erano disponibili nemmeno DeMar DeRozan e Russell Westbrook.

Una situazione che, inevitabilmente, tiene i Kings in corsa per una scelta alta al Draft.

Nonostante questo, dalla franchigia arriva una posizione netta: nessuna volontà di perdere.

Christie respinge le accuse: “Il tanking non mi appartiene”

Lo stesso Christie aveva già chiarito il proprio pensiero nei giorni precedenti:

Il tanking è l’ultima cosa che farei. Ho troppo rispetto per questo gioco. Quando prendi certe decisioni, rischi di danneggiare questi ragazzi

Doug Christie

Quindi… spazio ai giovani sì, ma senza compromettere la competitività.

Errore o tanking estremo? Il dubbio resta

L’episodio resta ambiguo agli occhi esterni: da una parte un errore tecnico spiegabile, dall’altra un contesto che rende ogni scelta sospetta.

La domanda vera è un’altra: in una fase della stagione in cui perdere può avere un valore strategico, è ancora possibile distinguere chiaramente tra errore e convenienza?

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