Turner svela i segreti dei Bucks: “Giannis arrivava quando gli pareva”

Retroscena pesanti in casa Milwaukee Bucks sulla stagione fallimentare: emergono ritardi continui, poca disciplina interna e gestione delle regole poco rigida

Giannis Antetokounmpo Doc Rivers Bucks

La disastrosa stagione dei Milwaukee Bucks continua a far discutere anche dopo l’addio Doc Rivers. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Myles Turner, che nel podcast “Game Recognize Game” con Breanna Stewart ha raccontato un ambiente privo di disciplina durante l’ultima stagione a Milwaukee.

L’ex centro degli Indiana Pacers, arrivato ai Bucks la scorsa estate con un contratto quadriennale da oltre 108 milioni di dollari, non ha nascosto il proprio stupore per la gestione interna della squadra sotto Rivers.

C’erano giocatori sempre in ritardo. Alcuni arrivavano alle sessioni video quando volevano, altri saltavano completamente le riunioni. È stata una delle situazioni più folli che abbia mai vissuto in carriera

Myles Turner

Quando Stewart gli ha chiesto chi fosse il più ritardatario del gruppo, Turner non ha avuto dubbi nel fare il nome di Giannis Antetokounmpo.

Giannis. Giannis si presentava quando voleva. Una volta capito come funzionavano le cose ho pensato: ‘Buon per te. Tanto non ti multano, fai pure quello che vuoi’ Myles Turner

Myles Turner

Secondo il prodotto di Texas Longhorns, l’assenza di regole era talmente evidente da aver cambiato persino le abitudini della squadra negli spostamenti.

Era assurdo, la gente arrivava con un’ora di ritardo all’aereo. A un certo punto avevo capito che non aveva senso presentarsi all’orario stabilito: bastava arrivare un’ora dopo

Myles Turner

Le dichiarazioni di Turner confermano il clima complicato vissuto a Milwaukee durante una stagione chiusa con un deludente record di 32 vittorie e 50 sconfitte, risultato che ha posto fine a una striscia di nove partecipazioni consecutive ai playoff.

Il centro dei Bucks ha inoltre sottolineato come, nelle altre squadre in cui ha giocato, esistesse sempre un sistema disciplinare chiaro.

In tutte le altre franchigie in cui sono stato c’erano multe per chi arrivava tardi. Ritardo all’aereo? Multa. Ritardo alle cure? Multa. Ritardo alle riunioni video? Multa. L’anno scorso invece non ho mai visto nulla del genere

Myles Turner

Insomma, a Milwaukee il caos sembra essere stato la regola più che l’eccezione. E intanto il futuro di Antetokounmpo è sempre più un punto interrogativo: tra offerte in arrivo e riflessioni personali, l’idea di una separazione dopo oltre dieci anni non è più così lontana.

Leggi anche

Loading...