Wembanyama e l’eredità di Popovich verso le Finals NBA

Popovich, pur dopo lo stop forzato, continua a influenzare gli Spurs con la sua filosofia e il suo carisma. Una squadra piena di leggende pronta a vivere un nuovo capitolo NBA

Gregg Popovich San Antonio Spurs Playoff NBA 2026

I San Antonio Spurs stanno vivendo un momento storico: il ritorno alle NBA Finals dopo il 2014, ma senza la guida in panchina di Gregg Popovich. Eppure, anche se il suo ruolo è cambiato dopo l’ictus del novembre 2024 che ha di fatto chiuso la sua carriera da coach, la sua presenza continua a essere centrale dentro la squadra.

Il gruppo guidato in campo da Victor Wembanyama non ha mai smesso di considerare Popovich un punto di riferimento assoluto. Dopo la vittoria in Gara 7 contro gli Oklahoma City Thunder, che ha riportato San Antonio alle Finals, il talento francese ha cercato subito il suo mentore appena atterrato in città.

L’ho visto appena siamo atterrati. L’emozione è stata qualcosa che non provavo da tempo. Ora però dobbiamo tornare con i piedi per terra, non abbiamo ancora fatto la cosa più difficile

Victor Wembanyama

Dentro l’organizzazione Spurs, Popovich non è solo una leggenda: è ancora una presenza attiva, soprattutto nei momenti chiave. Anche se oggi ricopre il ruolo di direttore delle operazioni cestistiche e si divide tra riabilitazione e attività interne, continua a farsi vedere a pranzi squadra, allenamenti e riunioni tecniche.

E quando entra in sala video o al centro di allenamento, l’impatto è ancora lo stesso di sempre. Come ha raccontato Keldon Johnson, l’atteggiamento è chiaro:

Quando Pop entra in una stanza, tutti si zittiscono

Keldon Johnson

Una cultura costruita dai grandi

Non c’è solo Popovich. La struttura Spurs è ancora piena di figure che hanno scritto la storia recente della NBA. Il nuovo coach Mitch Johnson, arrivato dopo aver guidato la squadra nel periodo post-stroke di Popovich, continua a confrontarsi costantemente con lui.

Ma soprattutto, nello staff e nei corridoi della struttura si incrociano ancora leggende come Tim Duncan, Manu Ginobili, David Robinson, oltre a figure storiche come Sean Elliott e Bruce Bowen. Un ecosistema raro in NBA, dove l’esperienza non è solo memoria ma lavoro quotidiano.

Anche il CEO R.C. Buford, ex general manager e due volte Executive of the Year, è considerato una voce fondamentale nella costruzione del presente Spurs.

De’Aaron Fox, uno dei veterani della squadra, ha sottolineato proprio questo aspetto:

Non è solo Pop. Qui dentro ci sono persone che hanno vinto e vissuto tutto. Puoi chiedere qualsiasi cosa a chiunque e imparare qualcosa

De’Aaron Fox

Un’eredità che continua a guidare

Popovich, oggi recordman assoluto di vittorie in stagione regolare NBA (1422), resta una figura consultata costantemente anche dallo staff tecnico. Il suo rapporto con Mitch Johnson è rimasto solido, fatto di confronti continui e consigli diretti.

Il nostro rapporto non è cambiato: parliamo, ci confrontiamo, mi sfida e io gli faccio domande. È una risorsa incredibile

Mitch Johnson

Lo stesso coach ha raccontato come Popovich continui a chiamarlo, a seguire gli allenamenti e a intervenire sui dettagli più piccoli: un rimbalzo mancato, un taglio sbagliato, una scelta di lettura in transizione.

Un approccio che resta fedele alla sua filosofia: non servono solo grandi giocate per vincere, ma attenzione costante ai dettagli.

E forse è proprio questo il punto: anche senza panchina, Popovich continua a essere il motore invisibile degli Spurs. Non più davanti alla lavagna, ma ancora dentro ogni scelta, ogni correzione, ogni momento decisivo.

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