Shaq: “Io e Kobe avremmo spazzato via i GSW di Curry e Durant”

Shaquille O’Neal è sicuro: i suoi Lakers avrebbero distrutto i Warriors di Stephen Curry e Kevin Durant. Le sue parole stanno facendo discutere

Shaquille O'Neal e Kobe Bryant

Il dibattito ipotetico su quale sia stata la franchigia più dominante nella storia della NBA si arricchisce di un nuovo capitolo, scritto direttamente da uno dei centri più devastanti di sempre.

Ospite dell’ultima puntata di The Big Podcast with Shaq, il comico Aries Spears ha innescato una serie di fanta-sfide con il padrone di casa, Shaquille O’Neal, per testare la tenuta storica dei Golden State Warriors del biennio 2017-2018, guidati da Kevin Durant e Stephen Curry, contro le più grandi corazzate del passato.

Quando la conversazione si è spostata sui Los Angeles Lakers del three-peat (2000-2002), guidati sul parquet dallo stesso O’Neal in coppia con Kobe Bryant, l’ex centro non ha lasciato spazio a interpretazioni o sfumature di sorta.

Finirebbe con un cappotto. Quattro a zero per noi, senza discussioni

Shaquille O’Neal

La convinzione di Diesel non è una novità (già in passato aveva risposto a Stephen Curry rivendicando la superiorità dei Lakers del 2001 rispetto ai Warriors del 2017), ma il passare degli anni sembra aver cementato ulteriormente la sua certezza.

Nel gioco dei paragoni imbastito da Spears, l’accordo tra i due è stato totale anche sul valore dei Chicago Bulls del record 72-10 (stagione 1995-96): sia il comico sia l’Hall of Famer si sono detti concordi nel ritenere che il nucleo composto da Michael Jordan, Scottie Pippen e Dennis Rodman avrebbe avuto la meglio sulla dinastia di San Francisco.

Il punto di rottura nell’analisi è arrivato quando Spears ha provato a inserire nel mazzo i Boston Celtics degli anni ’80 di Larry Bird, Kevin McHale e Robert Parish.

In questo caso, O’Neal ha bocciato la tesi del suo interlocutore, individuando nell’atletismo la chiave che avrebbe salvato i Warriors contro i biancoverdi, a differenza di quanto sarebbe accaduto contro i gialloviola.

Ciò che avrebbe portato me e Kobe alla vittoria è l’abilità atletica. Bird e McHale erano rigidi in quel senso. Erano comunque grandi giocatori, ma erano troppo rigidi. Vedi, io ne avevo un po’, e Kobe aveva tutto

Shaquille O’Neal

La vera sorpresa del confronto è giunta però sull’ultimo accoppiamento proposto. Spears ha azzardato che persino gli Orlando Magic di metà anni ’90, guidati dallo stesso Shaq e da Penny Hardaway, una squadra ricca di talento con Horace Grant, Dennis Scott e Nick Anderson, ma capace solo di sfiorare l’anello prima di subire i cappotti in finale dai Rockets (1995) e dai Bulls (1996), avrebbero sconfitto i Warriors di Kerr.

Molto facilmente

Shaquille O’Neal

Una lettura che sbatte contro la realtà tecnica di una Golden State che, oltre a Curry e Durant, schierava Draymond Green e Klay Thompson, ma che conferma come l’autostima di Shaq rimanga, anche a distanza di anni, l’unico fattore impossibile da arginare sul parquet.

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