NBA News 23 agosto: caso Duren e retroscena trade Jaylen Brown
Si complica il rinnovo di Jalen Duren con Detroit. A Boston emergono nuovi retroscena sulla trade di Jaylen Brown
A Detroit il rinnovo di Jalen Duren sta diventando un caso, mentre a Boston continuano a uscire retroscena sulla trade che ha spedito Jaylen Brown a Philadelphia. E se Duren e Detroit devono ancora capire come finirà il loro braccio di ferro, il proprietario dei Celtics Bill Chisholm ha ammesso che cedere Brown è stata una scelta tutt’altro che semplice.
Duren-Pistons, il rinnovo diventa un caso
Se a Miami manca praticamente soltanto l’ufficialità, a Detroit la situazione è molto meno tranquilla. Le trattative tra Jalen Duren e i Pistons per il nuovo contratto sarebbero diventate particolarmente tese, tanto che Tim MacMahon di ESPN le ha definite “particolarmente tese”. Non si tratta quindi più soltanto della classica distanza economica tra giocatore e franchigia: secondo MacMahon, una negoziazione diventata così complicata potrebbe lasciare conseguenze anche sul rapporto tra le due parti.
Ed è proprio questo l’aspetto che deve preoccupare Detroit. Duren è ancora giovanissimo e rappresenta uno dei giocatori su cui i Pistons hanno costruito il proprio futuro, ma le parti non riescono a trovare un punto d’incontro sul valore del prossimo contratto. Essendo restricted free agent, Detroit mantiene una posizione di forza sul mercato, ma sullo sfondo esiste anche uno scenario molto più rischioso: Duren potrebbe accettare la qualifying offer, giocare un’altra stagione con i Pistons e arrivare alla prossima estate con molta più libertà sul proprio futuro.
Per Detroit sarebbe tutt’altro che ideale. I Pistons hanno passato anni ad accumulare talento giovane e Duren è diventato uno dei pezzi più importanti del progetto; arrivare a una rottura per il contratto significherebbe rischiare di compromettere parte del lavoro fatto. C’è ancora tempo per trovare una soluzione, ma a questo punto la questione non sembra più una semplice formalità estiva.
Il proprietario dei Celtics non voleva cedere Jaylen Brown
A Boston, invece, continuano a emergere retroscena su una delle operazioni più clamorose dell’estate. Bill Chisholm ha ammesso di aver avuto parecchi dubbi prima di approvare la cessione di Jaylen Brown ai Philadelphia 76ers e di aver avuto bisogno di essere convinto da Brad Stevens e dal front office dei Celtics.
Non è stata una decisione facile, hanno dovuto convincermi. Mi fido molto di Brad Stevens e del suo staff, ma da tifoso è stato difficile accettarla
Bill Chisholm
Da proprietario si è fidato delle persone che gestiscono la squadra, ma da tifoso vedere partire uno dei simboli dell’ultimo ciclo di Boston è stato decisamente più complicato.
Klay Thompson, due anni per provare a vincere con Miami
Dopo il buyout con Dallas, il futuro di Klay Thompson è ormai deciso. Il quattro volte campione NBA firmerà con i Miami Heat un contratto di due anni da quasi 13 milioni di dollari, con una player option sulla seconda stagione. Per riuscire a scegliere Miami, Klay ha rinunciato a una parte importante dei soldi che avrebbe dovuto ricevere dai Mavericks, confermando quanto la possibilità di competere ancora ad alto livello abbia pesato sulla sua decisione.
Per gli Heat è un’aggiunta che ha parecchio senso soprattutto pensando alla costruzione del roster. Miami ha Giannis Antetokounmpo e Bam Adebayo, due giocatori che possono attirare enormemente l’attenzione della difesa dentro l’area, e aggiungere uno dei migliori tiratori della storia NBA significa rendere molto più complicato collassare su di loro. Thompson non deve più essere il Klay dei Warriors degli anni migliori: a 36 anni gli viene chiesto soprattutto di aprire il campo, punire gli aiuti e portare esperienza a una squadra che vuole giocarsi il titolo.
Miami riesce inoltre a completare l’operazione senza bruciarsi tutta la propria flessibilità salariale. Il contratto relativamente contenuto di Thompson lascia agli Heat ancora qualche possibilità per intervenire sul roster e rende l’operazione ancora più interessante: il rischio economico è limitato, mentre il potenziale impatto accanto a Giannis potrebbe essere decisamente superiore.
DeRozan da Jokic per 3.9 milioni
Denver, nel frattempo, può iniziare a ragionare concretamente su come utilizzare DeMar DeRozan, arrivato ai Nuggets con un contratto annuale da appena 3.9 milioni di dollari. A 37 anni non sarà più il giocatore attorno al quale costruire un attacco, ma viene comunque da una stagione da 18.4 punti di media e porta a Nikola Jokic e Jamal Murray un’altra soluzione nei momenti in cui serve qualcuno capace di crearsi un canestro autonomamente.
Il fit non è perfetto, soprattutto perché DeRozan non offre quel volume di tiro da tre che normalmente si cerca accanto a Jokic, ma a queste cifre diventa quasi secondario. Denver ha preso un sei volte All-Star al minimo salariale senza dover sacrificare asset e può permettersi di sperimentare durante la regular season per capire quale sia il ruolo migliore per lui.
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