Ayton o Doncic: il retroscena di Kokoskov sul Draft NBA 2018

Igor Kokoskov torna sul Draft 2018 e racconta perché Phoenix preferì Deandre Ayton a Luka Doncic, svelando anche il suo piano alternativo

Igor Kokoskov

Col senno di poi sembra una delle grandi sliding doors della storia recente della NBA, ma a Phoenix potrebbe esserci stato ben poco da scegliere. Deandre Ayton o Luka Doncic? Secondo Igor Kokoskov, allora head coach dei Suns e già allenatore dello sloveno a EuroBasket 2017, il vero confronto tra i due non sarebbe mai nemmeno iniziato.

A distanza di otto anni da quel Draft, Kokoskov ha raccontato un retroscena interessante: secondo lui, l’allora proprietario Robert Sarver aveva praticamente già deciso di scegliere Ayton con la numero 1 prima ancora di coinvolgere seriamente lo staff tecnico.

Non abbiamo mai avuto, letteralmente mai, una vera conversazione strategica su chi avremmo scelto. Per me era un’indicazione più che sufficiente del fatto che la decisione fosse già stata presa

Igor Kokoskov

Una situazione particolare considerando proprio la presenza di Kokoskov. Pochi all’interno dell’organizzazione conoscevano Doncic quanto lui: soltanto un anno prima lo aveva allenato a EuroBasket, vincendo il torneo con la Slovenia e osservando da vicino un Luka appena 18enne.

Perché Phoenix preferì Ayton a Doncic

Secondo Kokoskov, nella scelta di Sarver entrarono in gioco due fattori. Il primo era il legame con Arizona: l’ex proprietario dei Suns aveva frequentato l’università dello stato, mentre Ayton arrivava da una stagione da 20.1 punti, 11.6 rimbalzi e 1.9 stoppate di media con gli Arizona Wildcats.

Il secondo riguardava invece la convivenza con Devin Booker, già individuato come volto della franchigia.

Avevamo appena firmato Booker e credo che Luka venisse visto come un giocatore ad alto utilizzo, capace di tirare e passare, ma non come un vero point guard. L’idea era che lui e Booker potessero sovrapporsi invece di completarsi

Igor Kokoskov

Una valutazione che Kokoskov attribuisce soprattutto a Sarver e che, secondo l’ex coach dei Suns, sarebbe stata condizionata anche dalla conoscenza limitata del giocatore.

Sarver vide Luka giocare dal vivo soltanto una volta e cenò con lui una sola volta. Credo che, se lo avesse seguito e osservato maggiormente, le cose sarebbero potute andare diversamente. Aveva già preso la sua decisione e tutto ciò che riguardava Luka serviva più che altro a trovare motivi per giustificare la scelta di Ayton alla numero uno

Igor Kokoskov

Il piano di Kokoskov: Doncic più Capela

La parte più curiosa del racconto arriva però a circa mezz’ora dall’inizio del Draft. Soltanto allora, secondo Kokoskov, Sarver avrebbe chiesto concretamente allo staff quale strada avrebbe voluto seguire.

La risposta dell’allenatore fu molto diversa dal piano che Phoenix avrebbe poi messo in pratica.

Mi chiese: ‘Coach, cosa facciamo?’. Gli risposi: ‘Scegliamo Luka, firmiamo Capela in free agency e vediamo se Atlanta è disposta a scambiare la sua scelta’

Igor Kokoskov

Kokoskov ricorda anche con una certa ironia il momento:

Gli dissi: ‘Sono davvero contento che tu me l’abbia chiesto. È la prima volta che me lo chiedi, mezz’ora prima del Draft, ma sono comunque contento che tu l’abbia fatto’

Igor Kokoskov

L’idea era quindi costruire immediatamente intorno a Booker e Doncic, aggiungendo Clint Capela come riferimento interno. Un progetto che non vide mai la luce: Phoenix utilizzò la prima scelta assoluta su Ayton e Luka finì invece ad Atlanta con la numero 3, prima dello scambio che lo portò immediatamente ai Dallas Mavericks in cambio di Trae Young.

Otto anni dopo è inevitabile guardare quella notte con occhi completamente diversi. Ayton non è stato un fallimento assoluto per Phoenix e ha avuto un ruolo importante nella squadra arrivata alle NBA Finals del 2021. Doncic, però, si è trasformato in uno dei giocatori simbolo della sua generazione, accumulando titoli di miglior realizzatore, selezioni All-NBA e una partecipazione alle Finals.

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