Doncic: “Giocare in NBA è molto più facile che in Euroleague”

Dalla NBA all’EuroLeague con le parole di Doncic in testa. Nick Smith Jr. svela cosa gli raccontava Luka sul basket europeo

Giannis Antetokounmpo Luka Doncic Shai Gilgeous-Alexander

Prima di iniziare la sua nuova avventura con il Real Madrid, Nick Smith Jr. aveva già ricevuto qualche anticipazione su quello che lo avrebbe aspettato in Europa. E la fonte era probabilmente una delle migliori possibili: Luka Doncic.

I due hanno condiviso lo spogliatoio ai Los Angeles Lakers e, durante quel periodo, lo sloveno avrebbe parlato spesso con Smith delle differenze tra il basket NBA e quello europeo. Il messaggio di Luka era piuttosto chiaro: giocare nella NBA, secondo lui, è molto più semplice.

Smith, appena arrivato al Real Madrid, ha raccontato a Real Madrid TV quanto quelle conversazioni siano rimaste nella sua testa.

Non ha influenzato la mia decisione, ma parlava sempre del Real Madrid, dell’EuroLeague e di tutto ciò che rappresentano. Diceva sempre che la NBA era molto più facile. Ne parlava parecchio e io l’ho presa come una sfida personale. Gli scriverò presto per chiedergli tante cose sulla città

Nick Smith Jr.

Doncic conosce bene le differenze tra NBA ed EuroLeague

Difficile trovare un giocatore con un punto di vista migliore di quello di Doncic per affrontare un discorso del genere. Prima di diventare una superstar NBA, Luka è cresciuto proprio nel Real Madrid, arrivando fino alla prima squadra e conquistando l’EuroLeague nel 2018 prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

Quando parla delle difficoltà del basket europeo, quindi, lo fa avendo vissuto entrambi i mondi ad altissimo livello.

Una delle differenze più evidenti riguarda gli spazi. In NBA esiste la regola dei tre secondi difensivi, che impedisce a un difensore di rimanere stabilmente dentro l’area senza marcare direttamente un avversario. Nel basket europeo questa limitazione non esiste e i lunghi possono proteggere maggiormente il ferro, rendendo più complicato per le guardie trovare spazio nelle penetrazioni.

A questo si aggiungono un campo leggermente più piccolo e una linea da tre più vicina, elementi che finiscono per comprimere ulteriormente gli spazi. Anche la durata cambia: 40 minuti in Europa contro i 48 della NBA.

Sono caratteristiche che obbligheranno Smith ad adattare il proprio gioco. Per una guardia abituata agli spazi NBA, trovare con maggiore frequenza un lungo vicino al ferro e meno campo da attaccare può cambiare parecchio il modo di costruire un vantaggio.

Per Smith sarà comunque un cambiamento importante, ma anche una bella occasione per aggiungere qualcosa al proprio gioco. Doncic conosce fin troppo bene Madrid e il basket europeo e gli ha già spiegato cosa aspettarsi. Adesso toccherà all’ex Lakers scoprire sulla propria pelle se la NBA è davvero “molto più facile”.

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