LeBron non è più il volto NBA: “È iniziata l’era di Wembanyama”
Per Stephen A. Smith il passaggio di consegne è iniziato: LeBron resta un’icona della lega, ma oggi il volto della NBA sarebbe Victor Wembanyama
Per oltre vent’anni parlare del volto della NBA ha significato inevitabilmente parlare di LeBron James. Secondo Stephen A. Smith, però, qualcosa è cambiato: il testimone starebbe passando definitivamente nelle mani di Victor Wembanyama.
Dopo una stagione chiusa con il premio di Defensive Player of the Year e soprattutto con la prima partecipazione alle Finals NBA della sua carriera, il francese è ormai entrato in una dimensione completamente diversa. Non soltanto uno dei migliori giocatori della lega, ma il nome attorno al quale potrebbe ruotare la NBA dei prossimi anni.
Intervistato da VT Gen Z, Stephen A. Smith non ha avuto molti dubbi quando gli è stato chiesto chi rappresenti oggi meglio di chiunque altro la lega.
Penso che in questo preciso momento sia Victor Wembanyama. Prima del suo arrivo credo che si potesse ancora sostenere che fosse LeBron James
Stephen A. Smith
Un passaggio di consegne che, almeno nelle parole del giornalista americano, non cancella naturalmente quello che LeBron continua a rappresentare. Il numero 23 resta una figura praticamente impossibile da raggiungere quando si parla di carriera, longevità e peso avuto sulla NBA negli ultimi due decenni.
Credo che LeBron sia ancora il volto più importante del gioco per quello che ha fatto, per il suo curriculum e per la sua lunghissima storia. Ma Wembanyama è definitivamente arrivato e l’era di Wemby è iniziata, anche se ha appena perso le Finals
Stephen A. Smith
Da LeBron a Wembanyama, la NBA cambia volto
Dal suo ingresso nella lega nel 2003, LeBron James ha attraversato più di vent’anni di NBA rimanendo costantemente uno dei giocatori più riconoscibili dello sport mondiale. Cleveland, Miami, il ritorno ai Cavaliers e poi Los Angeles: epoche differenti nelle quali James è rimasto praticamente sempre al centro della lega.
Wembanyama rappresenta inevitabilmente qualcosa di diverso. Non soltanto per i suoi 224 centimetri, ma soprattutto per un gioco che sembra riassumere perfettamente l’evoluzione del basket moderno.
Il punto, alla fine, è proprio questo. LeBron resta LeBron, con oltre vent’anni di carriera e un peso sulla NBA che difficilmente può sparire da un giorno all’altro. Ma quando si guarda a chi può rappresentare la lega nei prossimi anni, Wembanyama sta diventando sempre più difficile da ignorare.
E dopo averlo visto portare San Antonio fino alle Finals, il discorso è inevitabilmente cambiato. Wemby non è più soltanto il fenomeno del futuro di cui si parla da anni: per Stephen A. Smith quel futuro è già iniziato.