Draft Dunkest, consigli su chi prendere all’asta Fantabasket

Certezze, stelle in rampo di lancio, vecchie glorie in cerca di ultime soddisfazioni e possibili sorprese: i nostri consigli FantaBasket per il Draft Dunkest

Consigli Draft Dunkest NBA

All’interno della Guida alla Modalità Draft di Dunkest non si potevano mancare i nostri consigli sui giocatori da comprare durante l’asta del fantabasket NBA 2026/27.

State per scoprire le tattiche da adottare per scegliere i migliori elementi a disposizione e tutti i giocatori da prendere, ruolo per ruolo.

Dopo aver chiarito quanto budget utilizzare per ogni ruolo, ecco i giocatori consigliati per il Draft Dunkest, ovviamente posizione per posizione:

  • Centri
  • Ali
  • Guardie
  • Le possibili sorprese
  • I Rookie più interessanti
  • Il Big da evitare

Centri

Walkers Kessler (Los Angeles Lakers)

Uno dei centri più interessanti da tenere d’occhio al Draft Dunkest. Nel 2024/25 ha viaggiato a 11.1 punti, 12.2 rimbalzi e 2.4 stoppate di media, numeri che spiegano perfettamente perché il suo profilo si sposi così bene con il fantasy.

Kessler non ha infatti bisogno di grandi volumi offensivi per costruire punteggi importanti: rimbalzi, doppie-doppie e soprattutto stoppate rappresentano una base che può garantirgli produzione praticamente ogni sera. Nelle cinque partite giocate a inizio 2025/26 aveva inoltre mostrato segnali interessanti anche in attacco, salendo a 14.4 punti di media con il 70.3% dal campo, oltre a 10.8 rimbalzi e 1.8 stoppate.

Il passaggio ai Lakers può aggiungere un ulteriore tassello. Giocare accanto a Luka Dončić, sfruttandone la capacità di creare dal pick and roll e attirare la difesa, può regalare a Kessler tante occasioni ad alta percentuale vicino al ferro.

Il suo valore Dunkest continuerà probabilmente a passare soprattutto da tutto quello che riesce a fare nel pitturato, ma se a rimbalzi e stoppate dovesse aggiungere qualche punto facile in più grazie a Dončić, il suo potenziale fantasy diventerebbe ancora più interessante.

Ivica Zubac (Indiana Pacers)

Nel 2025/26 ha chiuso con 14.1 punti, 10.6 rimbalzi e 2.2 assist di media, costruendo gran parte del suo valore fantasy sulla continuità a rimbalzo, le alte percentuali e la capacità di mettere insieme doppie-doppie con grande frequenza.

A rendere il suo profilo ancora più intrigante è il nuovo contesto a Indiana, dove potrà giocare al fianco di Tyrese Haliburton, di nuovo a disposizione dopo aver saltato l’intera scorsa stagione. Per un centro come Zubac, che non ha bisogno di tanti possessi per essere efficace, avere accanto uno dei migliori creatori della lega può rappresentare un bel vantaggio.

Pick and roll, ricezioni profonde e conclusioni vicino al ferro possono diventare una parte importante del suo gioco, con la possibilità di aumentare la produzione offensiva senza snaturare quello che già lo rende prezioso su Dunkest.

Rimbalzi, percentuali, doppie-doppie e ora Haliburton a servirlo: se il prezzo al Draft sarà quello giusto, Zubac può essere un centro su cui puntare con grande interesse.

Ali

Miles Bridges (Phoenix Suns)

Può essere una delle chiamate più interessanti da valutare al Draft Dunkest, soprattutto se il suo prezzo dovesse rimanere contenuto. Nell’ultima stagione ha chiuso con 17.1 punti, 5.8 rimbalzi, 3.2 assist e 1.9 triple di media, confermandosi un giocatore capace di contribuire in diverse voci del tabellino.

Ed è proprio questa completezza a renderlo interessante in ottica fantasy. Bridges non deve necessariamente segnare 25 o 30 punti per costruire una buona prestazione: può aggiungere rimbalzi, assist e triple e trovare quindi produzione anche nelle serate in cui il tiro non gira particolarmente bene. D’altronde, nel 2024/25 aveva viaggiato a 20.3 punti, 7.5 rimbalzi e 3.9 assist di media, dimostrando di poter sostenere volumi ancora più importanti.

Il passaggio a Phoenix porta inevitabilmente qualche dubbio sul ruolo e sui possessi che avrà a disposizione, ma può essere proprio questo a renderlo una possibile occasione al Draft. Se il prezzo non dovesse salire troppo, il suo profilo all-around e il margine di crescita rispetto alle aspettative possono trasformarlo in una pick di valore.

Anthony Davis (Washington Wizards)

Anthony Davis è uno di quei giocatori che al Draft Dunkest può fare la differenza senza dover necessariamente vivere una serata perfetta al tiro. Il motivo è semplice: ha tantissimi modi diversi per portare punti fantasy.

Punti e rimbalzi rappresentano la base, ma è soprattutto il contributo difensivo ad alzarne il potenziale. Stoppate e recuperi possono fare parecchia differenza e permettergli di costruire ottimi punteggi anche quando la produzione offensiva non è delle migliori.

Occhio poi all’intesa con Trae Young. Giocare insieme a un playmaker capace di creare vantaggi e servirlo nel pick and roll può regalare a Davis tante occasioni semplici vicino al ferro, mentre la presenza di AJ Dybantsa aggiunge un’altra minaccia offensiva e può contribuire ad aprire ulteriormente il campo.

Al netto dell’incognita legata alla tenuta fisica, che lo accompagna ormai da diverse stagioni, Davis resta quindi un profilo dal potenziale Dunkest enorme, grazie alla capacità di riempire praticamente ogni voce del tabellino.

Guardie

Darius Garland (Los Angeles Clippers)

L’ex Cavs può essere uno dei nomi interessanti da tenere d’occhio al Draft Dunkest, soprattutto considerando la situazione offensiva con cui la squadra inizierà la stagione.

L’infortunio di Brandon Ingram toglie infatti un giocatore importante nella gestione dei possessi e nella creazione dal perimetro, lasciando potenzialmente ancora più spazio a Garland. Più palloni nelle sue mani significano maggiori possibilità di incidere non soltanto come realizzatore, ma anche nella costruzione del gioco e nella produzione di assist.

Il suo profilo si presta bene a questo scenario: può creare dal pick and roll, attaccare il ferro, trovare i compagni sul perimetro e prendersi un buon volume di triple. Tutti aspetti che, in ottica Dunkest, possono tradursi in una produzione fantasy importante.

L’assenza di Ingram potrebbe quindi rappresentare una bella occasione per Garland, almeno nella prima parte della stagione. Se al Draft dovesse rimanere disponibile a un prezzo interessante, occhio a non lasciarselo scappare.

Trae Young (Washington Wizards)

Quando si parla di produzione offensiva, Trae Young resta inevitabilmente uno dei profili da tenere in considerazione al Draft Dunkest. Palla in mano, volume e capacità di creare per i compagni non sono mai stati un problema e il nuovo contesto potrebbe offrirgli ancora più soluzioni.

La presenza di Anthony Davis e AJ Dybantsa, infatti, aggiunge due terminali offensivi importanti al suo fianco. Davis può diventare un riferimento ideale nel pick and roll e vicino al ferro, mentre Dybantsa porta un’altra soluzione sul perimetro e nell’uno contro uno.

Per questo la presenza di più giocatori capaci di segnare non deve essere vista necessariamente come un limite per Young. Al contrario, potrebbe aiutarlo a sfruttare ancora meglio una delle sue qualità principali: creare vantaggi e mettere i compagni nelle condizioni di segnare.

In ottica Dunkest il suo potenziale non passa quindi soltanto dai punti, ma dal pacchetto completo fatto di assist, triple e grande volume offensivo. Con Davis e Dybantsa da innescare, le occasioni per riempire il tabellino non dovrebbero mancare.

Possibili sorprese: obiettivo Plusvalenza

Khaman Maluach (Phoenix Suns)

L’operazione alla spalla di Mark Williams apre prospettive molto interessanti in termini di minutaggio per la nona scelta al Draft 2025, che ha già mostrato i propri progressi durante la Summer League. Se verrà chiamato in causa con continuità, Maluach potrà sfruttare soprattutto le sue qualità a rimbalzo e nella protezione del ferro: caratteristiche perfette per produrre numeri utili al Dunkest e provare a garantire una bella plusvalenza partendo dal costo minimo.

Egor Demin (Brooklyn Nets)

Altro prodotto del Draft 2025, il turco ha pagato soprattutto dal punto di vista atletico e non è riuscito a emergere nel grande calderone di giovani dei Nets. Già dalle immagini del Media Day, però, Demin ha mostrato una crescita fisica notevole e con pochi eguali tra i pari ruolo. Se riuscirà ad abbinare questa nuova struttura al suo elevatissimo QI cestistico, potrebbe ritagliarsi uno spazio importante e diventare una delle possibili sorprese della stagione.

I Rookie più interessanti

Dailyn Swain (Chicago Bulls)

Con la prima scelta fuori dalla Lottery, i Chicago Bulls hanno puntato su uno scorer puro: 17.3 punti di media al college con il 52% dal campo, a cui ha aggiunto 7.5 rimbalzi e 3.6 assist. Un ambiente senza particolari pressioni e con l’obiettivo di far crescere i giovani sembra il contesto ideale per vederlo sbocciare anche tra i grandi e, a questo prezzo, può diventare una scommessa molto interessante anche in ottica Dunkest.

Cameron Boozer (Memphis Grizzlies)

Tra i rookie da segnarsi per il Draft Dunkest c’è sicuramente Cameron Boozer. A Duke ha chiuso con 22.5 punti, 10.2 rimbalzi, 4.1 assist e 1.4 recuperi di media, numeri che raccontano bene la sua caratteristica più interessante: la capacità di riempire il tabellino praticamente ovunque.

Ed è proprio questo a renderlo intrigante in ottica Dunkest. Boozer può produrre con punti e rimbalzi, ma anche aggiungere assist, recuperi e triple, senza dipendere esclusivamente dalla serata al tiro. Un profilo confermato anche in Summer League, dove ha viaggiato a 18.5 punti, 8 rimbalzi, 3.7 assist e 1.8 recuperi in otto partite.

A Memphis, che lo ha scelto con la terza chiamata assoluta, dovrebbe avere spazio e responsabilità per crescere fin da subito, formando con Zach Edey una coppia giovane e molto interessante sotto canestro.

Con un rookie un minimo di incognita è inevitabile, ma scoring, rimbalzi e playmaking rendono Boozer un profilo perfetto per il fantasy. Se il prezzo al Draft Dunkest dovesse essere accessibile, può diventare una delle scommesse più intriganti tra i nuovi arrivati.

Caleb Wilson (Chicago Bulls)

Se al Draft Dunkest cercate un rookie con upside e capacità di riempire il tabellino, Caleb Wilson è sicuramente un nome da segnarsi. Scelto con la quarta chiamata assoluta dai Chicago Bulls, arriva in NBA dopo una stagione a North Carolina da 19.8 punti, 9.4 rimbalzi, 2.7 assist, 1.5 recuperi e 1.4 stoppate di media.

Il suo potenziale fantasy passa soprattutto dalla capacità di incidere senza dipendere esclusivamente dai punti. Wilson è un ottimo atleta, corre bene il campo, attacca il ferro e può produrre a rimbalzo, ma possiede anche gli strumenti fisici per lasciare il segno nella metà campo difensiva. Recuperi e stoppate possono quindi diventare un bel bonus in ottica Dunkest.

Anche il contesto può giocare a suo favore. Chicago lo ha scelto molto in alto all’interno di un progetto giovane e dovrebbe concedergli spazio e responsabilità per crescere durante la stagione.

I primi segnali sono arrivati già in Summer League: 23.5 punti, 7.3 rimbalzi, 1.3 recuperi e 2.5 stoppate di media, tirando anche con il 41.9% da tre. Numeri da prendere con le dovute precauzioni, ma che confermano quanto possa essere completo il suo impatto.

Il salto in NBA resta tutto da verificare, ma se cercate una scommessa dal potenziale importante, Wilson ha parecchie caratteristiche che possono funzionare molto bene su Dunkest.

I big da evitare

Kevin Durant (Houston Rockets)

Partiamo da una premessa: Kevin Durant resta Kevin Durant. Nel 2025/26 ha chiuso con 26.0 punti, 5.5 rimbalzi e 4.8 assist di media, confermandosi ancora oggi uno dei migliori realizzatori della NBA. Il problema, al Draft Dunkest, può essere un altro: quanto siete disposti a pagarlo?

Il sistema di punteggio non premia soltanto i punti segnati e Durant, rispetto ad altri big, tende a costruire una fetta importante della propria produzione fantasy proprio attraverso punti e triple. Rimbalzi, assist, recuperi e stoppate ci sono, ma difficilmente raggiungono i volumi di altri giocatori che possono riempire il tabellino in quattro o cinque categorie ogni sera.

C’è poi il fattore età. A 37 anni, la gestione nel corso della stagione è un elemento da tenere in considerazione, soprattutto quando si investe una parte importante del proprio budget su un singolo giocatore.

Quindi, più che Durant in sé, a non convincerci è un eventuale prezzo da top assoluto. Se l’asta dovesse spingersi troppo in alto, meglio pensarci due volte: a quelle cifre si possono trovare profili magari meno devastanti come realizzatori, ma potenzialmente più completi e redditizi per il sistema di punteggio Dunkest.

Anthony Edwards (Minnesota Timberwolve)

L’arrivo al suo fianco di un playmaker puro come LaMelo Ball potrebbe togliergli buona parte dei compiti di regia, riducendo inevitabilmente assist e possessi con la palla in mano. Ant-Man ha già dimostrato, nelle stagioni in cui condivideva il backcourt con Mike Conley, di rendere meno dal punto di vista statistico quando il pallone passa meno dalle sue mani. In ottica titolo, la partnership con LaMelo può dare grandi risultati; al Dunkest, invece, rischia di limitarne il potenziale rispetto al prezzo.

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