Trade Kings–Cavs: Barkley duro, “Trade senza senso”

Una trade che non sposta gli equilibri, ma chiarisce le priorità: i Cavs alleggeriscono la luxury tax, i Kings scommettono su Hunter e restano attivi sul mercato

Dennis Schroder Trade

Il mercato NBA si muove con una trade a tre squadre tra Cavaliers, Kings e Bulls. Cleveland manda De’Andre Hunter a Sacramento e accoglie Dennis Schroder e Keon Ellis, mentre Chicago chiude l’operazione ottenendo Dario Saric e due seconde scelte. Uno scambio che non fa rumore, ma che dice

  • Ai Cavaliers: Dennis Schroder, Keon Ellis
  • Ai Kings: De’Andre Hunter
  • Ai Bulls: Dario Saric, due scelte al secondo giro

Dal lato Kings, la trade è più difficile da decifrare. Sacramento rinuncia a due guardie per aggiungere taglia, atletismo e punti sugli esterni con De’Andre Hunter, giocatore capace di segnare su più livelli e di reggere fisicamente il confronto con ali di alto livello.

Il rovescio della medaglia è evidente: con l’uscita di Schroder ed Ellis, Russell Westbrook resta di fatto l’unico vero playmaker di ruolo a roster. Una scelta che apre interrogativi sulla costruzione della squadra nel breve periodo.

C’è però anche un aspetto pratico: lo scambio libera uno spot a roster, permettendo ai Kings di convertire il two-way contract di Dylan Cardwell in un contratto standard prima del limite massimo di presenze.

Inoltre, la sensazione è che questa non sia una mossa isolata. Nella lega circolano voci insistenti su una Sacramento ancora molto attiva sul mercato, con nomi pesanti come Zach LaVine, DeMar DeRozan e Domantas Sabonis indicati come potenzialmente disponibili.

Cleveland punta su profondità e flessibilità

Per i Cavs l’operazione va oltre il semplice scambio di giocatori. La franchigia dell’Ohio aggiunge profondità nel backcourt con Dennis Schroder, utile per gestire i minuti della second unit, e inseriscono un esterno difensivo affidabile come Keon Ellis, profilo sempre più apprezzato nella lega. Allo stesso tempo, la franchigia alleggerisce in modo significativo il Salary Cup, guadagnando flessibilità economica senza rinunciare alla competitività.

Chicago Bulls: Saric e scelte come valore aggiunto

Chicago entra nell’operazione in modo silenzioso ma concreto. I Bulls ottengono Dario Saric, utile come veterano di rotazione, e due seconde scelte future, aggiungendo flessibilità senza assumersi rischi strutturali. Una classica mossa di contorno, ma coerente con una fase di transizione.

Le critiche di Barkley: “Trade senza senso”

Non tutti, però, hanno letto positivamente l’operazione. Charles Barkley, durante Inside the NBA, non ha usato mezzi termini:

Questo scambio non ha alcun senso per entrambe le squadre. I Cavs hanno una chance reale di vincere la Eastern Conference e io sono un grande fan di De’Andre Hunter

Charles Barkley

Ancora più duro il giudizio su Sacramento, incalzato da Kenny Smith:

Sacramento non è rilevante. Non stiamo parlando del futuro, non sono una squadra forte

Charles Barkley

Parole che fotografano lo scetticismo generale attorno a una trade che, almeno oggi, sembra più funzionale alla gestione che all’ambizione.

Non è una trade da copertina, ma è uno scambio che racconta strategie diverse: Cleveland ottimizza risorse e profondità, Sacramento scommette su fisicità e talento, Chicago accumula asset. Il vero giudizio, come spesso accade, arriverà solo nei prossimi mesi.

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