Warriors, Draymond Green verso l’addio: “Che c*o di viaggio è stato”
Tra rumors su Giannis, l’infortunio di Butler e un clima sempre più instabile, Steve Kerr racconta una delle trade deadline più complicate dell’era Warriors. E Draymond Green potrebbe aver giocato la sua ultima partita con i GSW
A San Francisco il clima intorno ai Golden State Warriors si è fatto improvvisamente più teso. Il motivo ha un nome pesante: Draymond Green, per la prima volta in carriera realmente coinvolto in voci di mercato a pochi giorni dalla trade deadline NBA.
A confermarlo, senza troppi giri di parole, è stato Steve Kerr, che ha spiegato di aver parlato direttamente con il suo veterano per capire come stesse vivendo la situazione.
È probabilmente la prima volta, da quando sono qui, che il suo nome viene davvero associato a possibili scambi. È diverso, anche se fa parte della lega. Tutti prima o poi ci passano, ma per lui è una novità
Steve Kerr
Trade deadline NBA: tensione inevitabile nello spogliatoio Warriors
Kerr non ha nascosto come le speculazioni di mercato abbiano un impatto reale sui giocatori, al di là delle dichiarazioni di facciata.
Diciamo tutti che non perdiamo il sonno, ma la verità è che lo perdiamo eccome. È una professione strana, molto transitoria. E negli ultimi due anni è stato più difficile del solito: c’è stato tanto rumore e questo mette i ragazzi in tensione, senza dubbio
Steve Kerr
Parole che fotografano bene lo stato d’animo di una squadra che, dopo anni di certezze, si ritrova a navigare in acque meno stabili. La trade deadline 2025 è diventata un passaggio delicato, forse più di quanto lo stesso Kerr avrebbe voluto.
Green, Giannis e l’incastro salariale che cambia tutto
Il nome di Draymond Green è entrato con forza nei rumors anche per una questione tecnica e contrattuale. I Warriors continuano a monitorare la situazione di Giannis Antetokounmpo, ma per rendere sostenibile un’operazione di quel livello uno slot salariale pesante deve necessariamente entrare in gioco.
In questo scenario pesa anche la situazione di Jimmy Butler, alle prese con un lungo recupero dopo la rottura del crociato. La franchigia ha garantito pieno supporto all’ex Heat, ma proprio questo rende inevitabile che Green o Butler diventino pedine chiave nei discorsi di mercato.
Dopo la sconfitta contro i 76ers, Green ha spiegato chiaramente come sta vivendo questa novità, aprendo alla possibilità che quella possa essere stata la sua ultima partita con i GSW:
Negli ultimi due giorni per me è diventato tutto più reale. Se questa è stata la mia ultima partita con i Warriors, che co di viaggio è stato. Pagherò la multa, ma che co di viaggio è stato
Draymond Green
Rapporto Kerr–Green: tensioni, chiarimenti e rispetto reciproco
La stagione di Green non è stata lineare. Tra difficoltà nel trovare continuità e un acceso confronto verbale con Kerr a dicembre – culminato con l’uscita dalla panchina – il rapporto è stato messo alla prova. Lo stesso Kerr ha poi fatto un passo indietro, chiedendo scusa e ricucendo lo strappo.
Nonostante tutto, Green aveva ribadito di sentirsi parte di un processo condiviso sulle decisioni future. Dichiarazioni però precedenti all’infortunio di Butler, evento che ha cambiato le priorità della dirigenza e rimesso tutto in discussione, dopo 14 stagioni in maglia Warriors.
Kerr e Dunleavy: ruoli chiari, nessuna “trade machine”
Kerr ha infine chiarito il suo ruolo rispetto alle scelte di mercato, sottolineando una netta separazione di competenze con il GM Mike Dunleavy.
C’è una chiara divisione dei poteri, ed è giusto così. Mike mi chiama se c’è qualcosa di rilevante. Io non sto a casa a fare trade sulla Trade Machine
Steve Kerr
Non è ancora successo nulla, ma l’aria è diversa. Draymond lo sa, Kerr pure. E quando uno come Green parla di “viaggio”, il mercato passa in secondo piano: qui si parla di un’era che potrebbe essere davvero arrivata al capolinea.