Il caos ai Bucks complica il futuro di Giannis Antetokounmpo
I Milwaukee Bucks hanno fissato il bivio: o Giannis firma l’estensione da 275 milioni, o si apre la strada della trade. Ma il vero problema è un altro
Il futuro di Giannis Antetokounmpo è il tema più caldo in NBA in questo momento, e non è difficile capire perché. Da una parte c’è un fuoriclasse assoluto, due volte MVP, uno dei giocatori più dominanti della sua generazione.
Dall’altra ci sono i Milwaukee Bucks, una franchigia che sembra non riuscire a darsi una direzione chiara – e il problema, a quanto pare, non riguarda solo il campo.
I co-proprietari dei Bucks, Wes Edens e Jimmy Haslam, in una recente intervista, hanno dato un messaggio diretto, quasi brutale nella sua semplicità: o Giannis firma l’estensione da 275 milioni di dollari su quattro anni oppure si apre concretamente la strada della trade.
Giannis è all’ultimo anno di contratto. quindi succederà una di due cose: o verrà esteso, o verrà ceduto.
Wes Edens
Nessuna terza via. Nessuna stagione di attesa per vedere come va. Lasciarlo giocare fino alla scadenza, senza una soluzione, non è un’opzione sul tavolo.
Giannis ha superato il prime? I dubbi degli executive NBA
Il problema – e qui la situazione si complica – è che il momento di massimo valore di Giannis sul mercato potrebbe essere già passato. A 31 anni, con una storia di infortuni che ha condizionato le ultime stagioni, il due volte MVP non è più la carta intoccabile di tre o quattro anni fa.
Secondo diversi dirigenti NBA, i Bucks potrebbero aver perso il momento migliore per massimizzare il valore di Antetokounmpo.
Resta un giocatore che cambia le partite, ma ha 31 anni e una storia di problemi alle gambe. Inoltre sarebbe una trade per un contratto in scadenza: non è detto che le offerte siano migliori rispetto al passato
Ramona Shelburne
Qui emerge una prima crepa nel ragionamento: l’idea che basti “metterlo sul mercato” per ottenere un ritorno adeguato potrebbe essere troppo ottimistica.
Nessuno sa chi comanda davvero ai Bucks
E qui si arriva al nodo più intricato di tutta la vicenda. Perché il futuro di Giannis non dipende solo dal campo o dal mercato: dipende da una struttura societaria opaca che sta disorientando chiunque provi ad avere a che fare con i Bucks.
Più di una dozzina di fonti – dirigenti rivali, addetti ai lavori, persone interne alla franchigia – hanno descritto ad ESPN una situazione quasi paradossale: non è chiaro chi abbia l’ultima parola sulle decisioni più importanti.
Non c’entra niente Giannis e se vuole andarsene. Il problema è capire chi decide se cedere Giannis. E a mio avviso non lo sa nessuno. Ho a che fare con loro continuamente e, francamente, dipende dalla giornata
Dirigente NBA
Una frase che, se vera, dovrebbe far tremare qualsiasi tifoso dei Bucks.
La stagione racconta già qualcosa
Nel frattempo, sul parquet, Milwaukee sta vivendo un’annata complicata, con risultati altalenanti che non aiutano a costruire fiducia. Le ultime settimane hanno visto i Bucks alternarsi tra buone prestazioni e passi falsi imbarazzanti, segno che la squadra attorno a Giannis non è all’altezza delle ambizioni di una franchigia che vuole tornare a competere per il titolo.
Il conto alla rovescia è iniziao. L’estate si avvicina, il 1° ottobre è la data cerchiata in rosso, e i Milwaukee Bucks devono decidere cosa vogliono essere da grandi. Con o senza il loro gigante greco.