Holmgren non si tocca, il GM Presti: “Pilastro del nostro futuro”
Nella conferenza stampa di fine stagione, il GM dei Thunder, Sam Presti, spegne i dubbi sul futuro di Holmgren e difende Shai dalle critiche
Nessun ridimensionamento e nessuna tentazione di smantellare. Nella consueta conferenza stampa di fine stagione, durata oltre 100 minuti, il general manager degli Oklahoma City Thunder, Sam Presti, ha tracciato la rotta per il futuro della franchigia dopo la dolorosa eliminazione in Gara-7 contro gli Spurs.
Chet è uno dei nostri pilastri, un giocatore che genera vittorie su tantissimi livelli. Parliamo di un All-Star al primo anno, secondo nella corsa al Difensore dell’Anno e inserito nel terzo quintetto All-NBA. Se abbiamo superato i Lakers nei turni precedenti è soprattutto merito suo
Sam Presti
Una disamina lucidissima, utile a blindare Chet Holmgren e a respingere al mittente i tormentoni social su Shai Gilgeous-Alexander.
È un ragazzo che trova le motivazioni dentro di sé: non ha bisogno dei dubbi della gente o dei video su Internet per lavorare sui propri limiti. È un ‘underdog’ da quando andava al liceo, è abituato agli scettici ed è perfetto per i Thunder. Non sono affatto preoccupato
Sam Presti
Il primo scudo Presti lo ha alzato per difendere Holmgren, reduce da una serie ben al di sotto delle aspettative contro San Antonio, in cui la sua media punti è precipitata da 17.1 a 10.7 a partita, toccando il fondo con i soli 4 punti e 2 tiri tentati nel decisivo scontro finale. Un passaggio a vuoto pesante, che però, nonostante le critiche pesanti (come quella di Perkins) non cambia di una virgola lo status del lungo:
Poco dopo, il GM ha affrontato il tema più esasperato dell’universo web: il dibattito sui troppi tiri liberi guadagnati da Gilgeous-Alexander, fresco vincitore del suo secondo MVP consecutivo ma costantemente accusato di foul-baiting ed esagerazioni nei contatti:
Shai gioca ogni sera contro sei persone: ha cinque difensori davanti sul parquet e il sesto è la macchina dei social media. È una realtà dei nostri tempi. Non sarà l’ultimo giocatore preso di mira dal sistema, ma nessuno sa gestire questa pressione con la sua stessa grazia
Sam Presti
Presti ha poi snocciolato dati e dettagli per smontare la narrativa del “giocatore che sa solo fischiare i falli”, ricordando che Shai è un difensore d’élite che non protesta mai con gli arbitri (ha preso solo tre tecnici in stagione, di cui uno per aver sventolato un asciugamano a favore di un compagno) e portando prove numeriche inattaccabili:
Parliamo di numeri: quest’anno ha subito 415 falli. Sapete quanti sono stati contestati dagli avversari con il Challenge? Solo 11. E di questi, appena 4 sono stati ribaltati. Significa che il 2.5% delle chiamate era dubbio, il resto erano falli veri. Per falli subiti è allineato a Joel Embiid, subito dietro a Jaylen Brown e Victor Wembanyama. È in quel gruppo di giocatori lì, semplicemente perché ha riportato di moda il tiro dal mid-range e gli avversari non sanno come fermarlo
Sam Presti
Infine, un passaggio cruciale sul futuro economico di OKC, una corazzata giovanissima che dal prossimo anno vedrà schizzare i costi alle stelle con i rinnovi al massimo salariale di Holmgren e Jalen Williams (5 anni e 239.2 milioni a testa). Una spesa che farà volare il monte ingaggi oltre i 250 milioni di dollari, proiettando la squadra profondamente dentro la Luxury Tax e oltre il temutissimo second apron:
Solo perché siamo a Oklahoma City non significa che dobbiamo sognare in piccolo o avere paura di spendere rispetto alle franchigie delle grandi metropoli costiere. Se la squadra dimostra di essere competitiva, la proprietà investirà. Abbiamo un piano d’azione pronto
Sam Presti
Presti ha in mano le opzioni di rinnovo per Isaiah Hartenstein (28.5 milioni) e Luguentz Dort (17.7 milioni) che scadono il 29 giugno, oltre a tre scelte nel prossimo Draft.
La flessibilità per alleggerire i costi ci sarebbe, ma la sensazione è che OKC non farà passi indietro: la dinastia è appena cominciata e Presti non ha alcuna intenzione di smantellarla.