Trade Jaylen Brown: i numeri spiegano la scelta

La trade di Jaylen Brown ha fatto discutere, ma le statistiche raccontano una storia diversa. Dai numeri di squadra all’impatto sui compagni, ecco perché i Boston Celtics hanno deciso di voltare pagina

Jaylen Brown Boston Celtics

A caldo aveva fatto discutere parecchio. Perdere un giocatore del calibro di Jaylen Brown sembrava una mossa difficile da giustificare, soprattutto dopo gli ultimi anni trascorsi al fianco di Jayson Tatum. Con il passare del tempo, però, i dati aiutano a leggere quella decisione da una prospettiva diversa.

Le statistiche senza Jaylen Brown fanno riflettere

Le statistiche raccontano infatti una storia che va oltre il talento individuale. Nelle ultime tre stagioni Boston ha ottenuto un impressionante record di 36 vittorie e appena 6 sconfitte senza Brown, mentre il bilancio complessivo senza di lui nella storia recente è di 90-36. Un dato che inevitabilmente fa riflettere.

Anche gli indicatori avanzati mostrano un quadro interessante. L’impatto di Jayson Tatum cresce quando Brown non è sul parquet, così come migliorano in maniera evidente i numeri di Payton Pritchard. A rendere ancora più curioso il quadro c’è il fatto che Brown abbia chiuso la sua esperienza ai Celtics con un on/off differential negativo, un dato che misura la differenza di rendimento della squadra con e senza un giocatore in campo.

C’è poi una statistica ancora più particolare. Secondo i dati disponibili, nessun giocatore NBA limita la produzione realizzativa dei propri compagni quanto Jaylen Brown quando è sul parquet. Un aspetto che, insieme agli altri indicatori avanzati, potrebbe aver avuto un peso importante nelle valutazioni del front office.

Supermax e Paul George: la strategia dei Celtics

Naturalmente questo non significa che Boston abbia ottenuto il massimo possibile dalla trade. Anzi, in molti continuano a ritenere che il valore ricavato sia stato inferiore a quello del giocatore ceduto. Allo stesso tempo, considerando il contratto supermax ormai alle porte, le valutazioni degli analytics e la possibilità di inserire un profilo come Paul George, la scelta appare decisamente più comprensibile rispetto a quanto sembrasse inizialmente.

Il giudizio definitivo arriverà soltanto nei prossimi anni e dipenderà dai risultati ottenuti dai Celtics. Una cosa, però, emerge con chiarezza: al di là delle polemiche, dietro all’addio di Jaylen Brown c’era una logica ben precisa, supportata da numeri che il front office ha evidentemente ritenuto impossibili da ignorare.

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