Steve Kerr contro il calendario NBA: “Servono 10 partite in meno”
Il coach degli Warriors torna a criticare il calendario da 82 gare e invita la lega a pensare alla salute dei giocatori
Quando Steve Kerr parla della NBA, raramente lo fa con mezze misure. Non è mai stato il suo stile. L’allenatore dei Golden State Warriors è tornato a criticare uno dei pilastri della lega: il calendario da 82 partite.
Alla domanda su quale cambiamento introdurrebbe se fosse al posto del commissioner Adam Silver, Kerr non ha avuto dubbi:
So che questa non sarà un’opinione popolare negli uffici della lega, ma continuerò a dirlo perché è evidente. Dovremmo giocare meno partite. Dovremmo togliere 10 partite dal calendario. Credo che sarebbe fantastico per la lega
Steve Kerr
Il coach di GSW ha ammesso che una scelta simile sarebbe difficile da realizzare. Ridurre il numero di gare significherebbe infatti ridurre anche una parte degli introiti della lega, un sacrificio economico che né le franchigie né la NBA sembrano disposte a fare.
Nonostante ciò, Kerr resta convinto che il basket moderno renda necessario un cambiamento.
Per quello che so della lega e di quanto sia difficile giocare il basket moderno con il ritmo e gli spazi di oggi, penso che avremmo una lega più competitiva e più sana se giocassimo meno partite
Steve Kerr
In realtà, questa posizione non è nuova. Già nel 2022 Kerr aveva proposto un calendario da 72 partite, sostenendo che un numero inferiore di gare avrebbe ridotto il problema del load management e permesso alle stelle di scendere in campo più spesso. E anche più recentemente aveva criticato le regole NBA, mettendo nel mirino soprattutto i fischi arbitrali nella gara contro i Thunder di Shai Gilgeous-Alexander.
Secondo l’allenatore, il ritmo sempre più elevato della NBA e le transizioni continue aumentano anche il rischio di infortuni muscolari, soprattutto in un contesto di attacchi sempre più veloci e ricchi di tiri da tre.
Kerr stesso, però, ha riconosciuto che difficilmente la lega accetterà un cambiamento simile.
Buona fortuna a trovare un’industria che rinunci volontariamente ai soldi per migliorare il prodotto
Steve Kerr
Per ora, quindi, il calendario NBA sembra destinato a restare lo stesso. Ma se dipendesse da Kerr, la stagione sarebbe già più corta.