NBA Europe, corsa alle franchigie: sorpasso Inter sul Milan
L’NBA accelera su NBA Europe: oltre 100 investitori coinvolti e licenze che possono superare il miliardo di dollari. Milano diventa il campo di una sfida tra giganti finanziari
L’NBA accelera sul progetto NBA Europe, e le prossime settimane saranno decisive per capire chi entrerà davvero nella nuova lega voluta dal commissioner Adam Silver. Il 31 marzo è la data chiave: entro allora, gli investitori interessati dovranno presentare un’offerta non vincolante per ottenere una licenza.
Un passaggio fondamentale, perché permetterà alla lega di avere un quadro concreto su nomi, capitali e ambizioni dietro l’espansione europea.
Investitori globali pronti a entrare nella NBA Europe
Secondo fonti vicine al processo, diversi colossi finanziari sono pronti a scendere in campo:
- Il fondo sovrano saudita Public Investment Fund starebbe preparando un’offerta per una squadra a Londra
- Qatar Sports Investments, proprietaria del Paris Saint-Germain, punta a Parigi
- RedBird Capital Partners, guidata da Gerry Cardinale e già proprietaria del AC Milan, è pronta a muoversi su Milano
Ogni proposta dovrebbe essere indipendente e mirata alla creazione di nuove franchigie, non semplici adattamenti di club esistenti.
Parallelamente, c’è forte interesse anche da parte di realtà già presenti nel basket europeo, come:
- Alba Berlin
- ASVEL
Il vero punto interrogativo riguarda la loro capacità di sostenere economicamente il progetto: è probabile che debbano allearsi con investitori esterni per raggiungere le cifre richieste dall’NBA.
12 città nel mirino e oltre 100 potenziali candidati
La lega ha già delineato una mappa ambiziosa: 12 città europee tra cui Londra, Parigi e Milano, ma anche Roma, Madrid, Barcellona, Monaco, Manchester, Atene e Istanbul.
Più di 100 investitori hanno avuto accesso alla data room creata dall’NBA per analizzare numeri, proiezioni e condizioni di ingresso. In alcune città sono attese più offerte concorrenti, segno di un interesse reale e diffuso.
Sono inoltre previste 4 licenze “at-large”, assegnate su base meritocratica a club già attivi nei campionati nazionali.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: partenza nell’ottobre 2027.
Milano: derby finanziario tra RedBird e Oaktree
Il dossier Milano si preannuncia uno dei più caldi. Da un lato c’è RedBird, già radicata sul territorio; dall’altro emerge la candidatura di Oaktree Capital Management, attuale proprietaria dell’Inter.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Oaktree avrebbe:
- studiato il modello di business NBA
- avviato contatti con l’Olimpia Milano
- mostrato apertura concreta al progetto
In questo scenario, si parla addirittura di un possibile “sorpasso” su Cardinale, segnale che la partita per Milano è tutt’altro che chiusa.
Licenze miliardarie e nuovi palazzetti
Il valore delle licenze varierà in base al mercato: Londra potrebbe superare il miliardo di dollari.
Non solo. Silver punta a legare ogni franchigia a infrastrutture moderne:
- Il fondo saudita costruirebbe un’arena a Londra
- QSI farebbe lo stesso nell’area di Parigi
- RedBird ha già un’area a Milano e progetta un’arena di livello mondiale
Un piano che mira a creare un prodotto premium, non una semplice estensione del basket europeo.
Perché l’NBA spinge sull’Europa
Dietro questa espansione c’è una logica economica precisa. I ricavi generati da NBA Europe potrebbero:
- compensare la diluizione degli introiti legata all’espansione NBA negli USA (Seattle e Las Vegas)
- aumentare il valore globale del brand
- sfruttare nuovi diritti TV europei
Il tutto mentre entra in vigore un accordo media da 77 miliardi di dollari, che ridefinisce gli equilibri finanziari della lega.
Lettura critica: entusiasmo o bolla?
Il progetto è ambizioso, ma non privo di rischi.
- Assunto implicito: che il mercato europeo possa sostenere franchigie da miliardi di dollari
- Possibile obiezione: il basket europeo ha logiche sportive e culturali diverse da quelle NBA
- Nodo chiave: convivenza o conflitto con Eurolega e campionati nazionali
Un osservatore scettico potrebbe chiedersi: c’è davvero spazio per un’altra lega d’élite o si rischia una frammentazione del sistema?
Allo stesso tempo, un’altra prospettiva è possibile: NBA Europe non come rivale, ma come nuovo ecosistema commerciale globale, capace di ridefinire gerarchie e modelli di business.