Terry Rozier vince l’arbitrato con la NBA: sbloccato lo stipendio da 26.6 milioni

Nonostante l’incriminazione federale, Terry Rozier ottiene una vittoria chiave contro la NBA. Sbloccati oltre 26 milioni di dollari dopo il ricorso della NBPA

Terrry Rozier Miami Heat

La battaglia legale tra Terry Rozier e la NBA segna un punto importante sul piano contrattuale e giuridico. Un arbitro indipendente ha infatti dato ragione alla guardia dei Miami Heat nel contenzioso legato al congelamento del suo stipendio, stabilendo che la Lega non poteva sospendere il pagamento in assenza delle condizioni previste dal Collective Bargaining Agreement (CBA).

Una decisione che va oltre il singolo caso e che tocca un principio centrale: la presunzione di innocenza.

Stipendio in escrow: perché l’arbitro ha dato ragione a Rozier

Lo stipendio di Terry Rozier, pari a circa 26.6 milioni di dollari per la stagione 2025-26, era stato messo in escrow a partire da dicembre, una misura che prevede il deposito della somma in un conto vincolato anziché il pagamento diretto al giocatore. La decisione era arrivata in seguito all’incriminazione federale nell’ambito di un’indagine sulle scommesse sportive.

Secondo quanto emerso dall’arbitrato, il CBA NBA consente il collocamento in congedo non retribuito solo in casi specifici, come abusi domestici o su minori. Le accuse rivolte a Rozier non rientrano in queste fattispecie, rendendo quindi illegittimo il blocco salariale.

Di conseguenza, l’arbitro ha ordinato lo sblocco immediato dello stipendio.

La posizione della difesa: “La NBA non può ignorare la presunzione di innocenza”

A sottolineare il peso della decisione è stato l’avvocato del giocatore, Jim Trusty, che ha collegato il verdetto non solo al diritto contrattuale, ma a un principio più ampio:

Terry ha vinto oggi sulla base del diritto contrattuale e del CBA tra Lega e giocatori, ma il principio più importante in gioco è la presunzione di innocenza. Questa decisione ricorda alla NBA che non può essere ignorata solo perché si tratta di un caso mediatico

Jim Trusty

Un messaggio chiaro, che potrebbe avere conseguenze anche su future situazioni simili.

Il ruolo della NBPA e lo scontro con la Lega

L’accordo iniziale tra NBA e Miami Heat per mettere in escrow lo stipendio di Rozier era stato contestato dalla National Basketball Players Association, che aveva presentato ricorso in difesa del giocatore.

Dopo il verdetto, anche il sindacato ha ribadito la propria posizione:

Siamo soddisfatti della decisione dell’arbitro e restiamo impegnati nel garantire che i diritti di Terry siano tutelati e che gli venga riconosciuta la presunzione di innocenza durante l’intero procedimento

NBPA

La NBA, contattata per un commento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Le accuse federali e lo stato del procedimento

Sul piano penale, la vicenda resta aperta. Rozier si è dichiarato non colpevole rispetto alle accuse di cospirazione per frode telematica e riciclaggio di denaro. I suoi legali hanno presentato a dicembre una mozione per l’archiviazione del caso, parlando di eccesso di potere da parte del governo federale. La risposta dell’accusa è attesa a breve.

Secondo i procuratori, Rozier avrebbe informato un conoscente della sua intenzione di uscire anticipatamente da una gara di marzo 2023, quando militava nei Charlotte Hornets. L’informazione sarebbe poi finita a scommettitori che avrebbero puntato oltre 200.000 dollari sull’under delle sue statistiche.

Situazione sportiva: a roster, ma ancora senza minuti

Nonostante il caso giudiziario, Rozier è tuttora a roster dei Miami Heat, anche se non è mai sceso in campo in questa stagione. La decisione arbitrale non incide direttamente sulla sua disponibilità sportiva, ma rimuove un elemento di forte pressione economica e contrattuale.

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