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Knicks, ci aspetta l’ennesima stagione fallimentare?

La brutta sconfitta contro gli Hawks e il record di 3-4 iniziano a far crescere i primi dubbi sui nuovi Knicks

Il quarto posto ad Est di due anni fa è stato un caso? A questo punto è inevitabile rispondere di si, considerando che i protagonisti di quei New York Knicks hanno costantemente abbassato il loro livello in campo. Julius Randle in particolare, che vinse il premio di Most Improved Player, è tornato a viaggiare nella mediocrità, rendendosi protagonista anche di alcuni screzi con i tifosi.

Inoltre, gli addii di pezzi importanti nelle rotazioni come Alec Burks, Reggie Bullock e Nerlens Noel hanno lasciato un grande vuoto nella grande mela.

Coloro che pensavano che in casa Knicks si fosse aperto un nuovo ciclo sono rimasti prontamente delusi. Anche quest’anno, nonostante l’arrivo a cifre spropositate di Jalen Brunson, la squadra appare ancora una volta destinata a soccombere, soprattutto considerando l’alto livello della Eastern Conference.

In queste prime sette partite infatti, i newyorkesi hanno ottenuto tre vittorie contro squadre in rebuild (Orlando, Charlotte e Detroit) e quattro pesanti sconfitte contro potenziali dirette concorrenti (Cleveland, Milwaukee, Memphis e stanotte Atlanta). Una riflessione dovrà in ogni modo essere fatta, a partire dalla questione Tom Thibodeau.

Che l’ex Chicago non sia adatto a sviluppare adeguatamente una squadra ricchissima di giovani lo si è notato ormai da molto tempo, e la lite di pochi mesi fa con Cam Reddish ne è un’ulteriore dimostrazione.

Inoltre, la presenza di due giocatori per lui intoccabili come Randle e Derrick Rose limita non poco le cose in campo. I due percepiscono contratti molto onerosi per il loro reale valore, ed appaiono davvero fuori luogo in una squadra così. Il numero 30 in particolare, con il suo vizio di giocare quasi sempre con la palla in mano, rischia di sbarrare la strada ad RJ Barrett, appena rinnovato quest’estate.

Questa notte, contro dei non irresistibili Atlanta Hawks, si è vista una squadra spaesata, incapace di leggere i cambi difensivi e molto flebile anche negli attacchi in transizione. Il grande vuoto si è visto però sotto canestro, dove la squadra di Thibodeau ha collezionato solamente 17 rimbalzi offensivi, risultando penultima in tutta la NBA per punti realizzati in second-chance.

Dopo un vantaggio arrivato anche a 23 punti nella prima metà di gioco, un parziale di 42-16 per Atlanta tra la metà del terzo e l’inizio del quarto periodo, ha messo definitivamente fuori strada i Knicks. Le 9 palle perse collezionate dai padroni di casa lungo questo periodo hanno sicuramente contribuito, così come l’incapacità di tenere gli attacchi in transizione degli avversari. Dejounte Murray, autore di 36 punti e 9 assist, ha approfittato di questi vuoti per regalarsi una serata da sogno al Madison.

Il quintetto dei Knicks si è dimostrato poi ancora una volta incapace di tenere testa agli avversari e produrre giocate offensive di livello. Evan Fournier e Mitchell Robinson, ancora una volta in serata no, non sono scesi in campo nell’ultimo periodo, arrivando anche a discutere con coach Thibo in panchina. Jalen Brunson, unico dei suoi a provarci, si è molto arrabbiato con alcuni dei suoi compagni per il pessimo spettacolo offerto.

In difesa siamo stati inesistenti, abbiamo perso dei palloni in maniera stupida ed eravamo poco motivati. Non si possono commettere certi errori, davvero non capisco. Una serata come questa l’avevo vissuta davvero poche volte

Jalen Brunson

Probabilmente è ancora troppo presto per trarre conclusioni, ma lo spettacolo offerto dai Knicks stanotte dovrebbe far molto preoccupare chi di dovere. Perchè vedere una delle franchigie più gloriose della NBA mancare in modo continuativo la post-season da ormai più di 10 anni mette davvero l’amaro in bocca a tutti noi appassionati.

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