Miami Heat, nuove dichiarazioni di Jimmy Butler

Jimmy Butler torna a parlare dei messaggi sociali, del lockdown e della bolla di Orlando

Jimmy Butler con gli Heat

Dopo aver dichiarato nei giorni scorsi che non indosserà alcun nome sulla canotta, Jimmy Butler torna a parlare della situazione con Davide Chinellato della Gazzetta dello Sport:

Per me contano più le azioni che i messaggi sulla maglia, per questo sono qui. Esserci è dura, avevo anche pensato di non venire, ma da qui abbiamo modo di raccontare le nostre storie, di promuovere l’uguaglianza.

Ha poi continuato parlando del tempo trascorso in quarantena:

Avrei voluto suonare il piano, ma posso cominciare a farlo in qualsiasi momento. Mi sono allenato a fare quello che faccio sempre: provare ad essere il migliore, dominare tutti in tutto, che sia basket o domino.

Ha concluso parlando della situazione nella bolla:

Probabilmente non è qualcosa cui siamo abituati, ma ad alcuni di noi nel corso della vita è andata molto peggio di così.

Ne sa di sicuro qualcosa lui stesso, per via dell’infanzia travagliata in cui ha vissuto addirittura da senzatetto per un breve periodo prima di essere accolto nelle varie case dei suoi compagni di scuola. Parole che fanno eco quindi a quanto detto nei giorni precedenti da Andre Iguodala e Ja Morant. Butler è quindi già concentrato sul nuovo inizio del campionato per poter riprendere da dove i Miami Heat avevano lasciato prima del lockdown.