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I Sixers sono ormai arrivati al capolinea, rebuild in vista?

Dopo le innumerevoli stagioni buttate al vento, anche a Philadelphia potrebbe concludersi un ciclo

Joel Embiid poche settimane fa ha giurato fedeltà alla squadra, ma saranno state parole sincere? Le voci di trasferimento nella grande mela del lungo si fanno infatti sempre più insistenti, e mettono paura in Pennsylvania. Al posto dell’eterno sconfitto Doc Rivers è arrivato un coach esperto ed abituato a vincere come Nick Nurse, ma tutto ciò basterà per risollevare le speranze di una franchigia col morale ormai a terra?

In quel di Philly le hanno provate tutte dal 2019 in poi, anno in cui fu commesso il tragico errore da cui sono scaturiti tutti i mali, ovvero lo sbarazzarsi di un certo Jimmy Butler. Anni di scelte sbagliate, contratti discutibili e situazioni gestite in maniera pessima hanno portato i 76ers ad oggi. Ci sarà da decidere cosa fare, e la situazione pare essere molto simile al 2013, anno in cui l’allora GM Sam Hinkie decise di disfare la gran parte della squadra (tra cui Andre Iguodala ed un giovane Jrue Holiday, entrambi in formato All-Star) per dar inizio al celeberrimo “Process”.

Anche oggi infatti Philadelphia dispone di un buon roster, ma che sicuramente non dispone dei mezzi tecnici necessari per arrivare al titolo. Daryl Morey ha commesso di cupidigia e d’ ingenuità, pensando di poter risolvere tutto con la sua esperienza. Cacciare Ben Simmons è riuscito, ma allo stesso modo l’arrivo di un’altra testa calda come James Harden e alcuni pezzi del roster costruiti appositamente per lui (giocatori come PJ Tucker, Montrezl Harrell e Danuel House Jr sono stati firmati su sua esplicita richiesta) non hanno migliorato in alcun modo la situazione.

E d’altronde chi vi scrive aveva capito fin da subito i tanti problemi che l’arrivo del barba avrebbe portato. L’ex Houston è ormai un giocatore al capolinea, discontinuo nelle prestazioni e con cui è impossibile andare d’accordo. Inoltre, puntualmente, si è stancato dopo pochissimo tempo dell’ambiente in cui è capitato. L’intesa con Embiid, che all’inizio pareva stellare, si è col tempo scemata, ed i due non se le sono mandate a dire dopo l’eliminazione patita quest’anno contro Boston.

Adesso, dopo la richiesta di trade, non sappiamo quale sarà il suo futuro. Il rischio per i Sixers è dover tenersi un giocatore scontento e che non darà alcun contributo. Ma d’altronde Harden non ha mercato, e persino i Clippers, gli unici apparentemente interessati a lui, sembrano essersi tirati indietro.

Il roster ha perso in off-season due tiratori affidabili nonchè pezzi importantissimi nelle rotazioni come Georges Niang e Shake Milton, che non sono stati adeguatamente sostituiti. Patrick Beverley porta esperienza e grinta, ma conosciamo tutti i suoi comportamenti in campo. Kelly Oubre Jr sarà tutto da valutare, mentre sia Mo Bamba che Danny Green appaiono fuori contesto e lontani dalle migliori condizioni.

Ci sono poi i contratti pesanti di Tobias Harris e PJ Tucker, che pesano come macigni nelle casse di Phila, concedendo pochissimo spazio alla dirigenza per muoversi. L’unica certezza appare al solito Tyrese Maxey, quest’anno chiamato alla definitiva esplosione, e in cerca di un ruolo da protagonista assoluto.

Il futuro dei Sixers dipenderà da come si evolverà la stagione, ma la sensazione è che, se le cose dovessero mettersi male, la dirigenza potrebbe seriamente pensare ad uno smantellamento totale e ripartire da zero.

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