Jordan Poole ci riprova da sesto uomo

Jordan Poole torna a vestire i panni di sesto uomo in quel di Washington e sembra aver ritrovato maggiore serenità

Jordan Poole Wizards

Il nome di Jordan Poole è senza dubbio uno dei più chiacchierati quando si tratta di scomodare sui social la troppe volte abusata parola “sopravvalutato”. Per il giocatore dei Washington Wizards questa stagione, fino ad ora, è stata avara di soddisfazioni e ha contribuito a innalzare il livello delle critiche dei suoi detrattori.

Nelle ultime partite, tuttavia, sembra essersi innescato qualcosa, un possibile cambiamento di tendenza, che parte da un nuovo modo per Poole di entrare in campo, non più nello starting five bensì come sesto uomo in uscita dalla panchina.  Basterà questo per riuscire ad allontanare la densa nebbia di perplessità che lo aveva avvolto a partire dalla sua ultima stagione con i Golden State Warriors?

Sicuramente la veste di giocatore da inserire a partita in corso si addice maggiormente a Poole, poiché è stata proprio questa formula a portarlo alle luci della ribalta con prestazioni sontuose che lo resero un elemento decisivo per la vittoria del titolo NBA dei Golden State Warriors nel 2022. Mano mano che la fiducia nei suoi confronti è andata crescendo e che le responsabilità sono aumentate, il suo rendimento ha purtroppo subito una parabola discendente.

Il trasferimento di questa estate che lo ha visto arrivare a Washington, nell’affaire Chris Paul, sembrava poter essere l’occasione del rilancio e della consacrazione. Un’opportunità per allontanare gli attacchi di coloro che avevano iniziato a definirlo niente di più di una meteora di passaggio, il fenomeno da una stagione e via. Eppure, nonostante l’assoluta libertà di cui ha goduto come principale creatore offensivo della squadra e l’assenza totale di ambizioni dell’ambiente Wizards, le prestazioni non sono decollate come ci si aspettava.

Tanti tiri sbagliati, tante serate chiuse con tabellini da incubo e soprattutto un evidente problema nel decision making con la palla tra le mani, che lo ha portato più volte a finire su Shaqtin’ a Fool. A Jordan Poole non si chiedeva di portare Washington da solo ai Play-Off, ma era lecito aspettarsi di tornare a vedere il giocatore estroso, in alcuni momenti così simile a Steph Curry, che avevamo ammirato qualche anno fa nella Baia.

Così è arrivata la decisione, il quintetto non è un qualcosa per il quale Poole sembra essere pronto, meglio tornare agli albori in questa ricerca del talento perduto. Di nuovo sesto uomo, di nuovo a dare la scossa a partita in corso.

Non mi sentivo in grado di fare ciò che ho sempre fatto, in termini di come ho costruito il mio gioco

Jordan Poole a Andscape – (Parlando del suo ruolo in quintetto)

Nelle ultime partite, a partire da quella contro i Los Angeles Clippers del 2 Marzo, si può notare un progressivo calo del minutaggio, fino ad arrivare a una media di circa 28 minuti, e del volume di tiri, mai oltre i 19, che vanno di pari passo con un innalzamento delle percentuali di realizzazione dal campo che in più di qualche occasione sono andate oltre il 60%.

Sembra insomma che Jordan Poole attualmente abbia bisogno di questi ritmi per poter rendere al meglio e mettere in mostra tutte le sue potenzialità. Questa sua inimicizia con le vesti di starter è sicuramente un problema su cui lavorare, considerando anche che i Wizards sembravano abbastanza convinti di dare a lui le chiavi della squadra per gli anni a venire, ma per ora l’importante è dare continuità alle buone prestazioni che finalmente sono tornate a farsi vedere con buona frequenza.

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