Golden State Warriors: storie e segreti di Curry e Durant
Tra il 2016 e il 2019, Curry e Durant trasformarono i Warriors in una macchina perfetta. Dietro le vittorie, anche storie di rispetto reciproco e obiettivi condivisi
Dal 2016 al 2019, con Stephen Curry e Kevin Durant, i Golden State Warriors sembravano una macchina perfetta. Due titoli NBA consecutivi, entrambi con KD incoronato MVP delle Finals, suggellarono una delle dinastie più dominanti della storia recente.
In quegli anni, i Warriors erano quasi un “cheat code” della lega: troppo talento, troppo equilibrio, troppa precisione… semplicemente troppo forti.
Curry e l’attesa per il suo MVP delle Finals
Nonostante le prestazioni da fuoriclasse, Curry dovette aspettare fino al 2022 per conquistare finalmente l’MVP delle Finals, mettendo a tacere anni di critiche che lo vedevano incapace di brillare “quando conta di più”. Nel 2017, contro i Cleveland Cavaliers, Steph giocò una serie eccellente, ma fu la tripla di Durant in Gara 3 a indirizzare definitivamente la vittoria e a consegnare al compagno il primo riconoscimento di miglior giocatore delle Finals.
Durant e il desiderio di vedere Curry premiato
L’ex compagno Quinn Cook ha rivelato un retroscena sorprendente sulla stagione successiva:
Kevin voleva così tanto che Steph vincesse quell’MVP delle Finals l’anno successivo. Era tutto ciò di cui parlava per tutta la stagione: ‘Non vedo l’ora che Steph vinca così potrà zittire tutti i critici”
Quinn Cook
Ma la storia prese un’altra piega. In Gara 2, Curry batté il record con nove triple (33 punti, 9/17 da tre). Tuttavia, in Gara 3 faticò, mentre Durant esplose con 43 punti e una tripla pesantissima. Gara 4 fu la conferma: senza particolare aggressività, KD chiuse con una tripla doppia e si prese il secondo MVP delle Finals di fila, quasi “per caso”, come ricorda Cook.
Un’eredità che va oltre i trofei
A distanza di anni, il peso di quei numeri si è affievolito. Resta invece il lascito di due fuoriclasse che, nonostante la separazione, hanno mantenuto un rapporto di rispetto e ammirazione reciproca. Un legame che va oltre le vittorie, gli anelli e gli MVP.