Kevin Garnett difende Doc Rivers: “Non è lui il problema”

La leggenda NBA Kevin Garnett non ha dubbi: il talento di Doc Rivers non basta se chi scende in campo non regge

Kevin-Garnett

Doc Rivers è abituato alle critiche, soprattutto per i tanti anni senza Titoli. Ma questa volta a scendere in suo favore è stato nientemeno che Kevin Garnett, simbolo dei Celtics campioni nel 2008 e uomo di fiducia del coach.

Durante l’ultima puntata del podcast Hear District, Garnett ha scelto di non puntare il dito contro la panchina, ma contro i giocatori:

Non tutti possono giocare per Doc, non tutti si adattano al suo stile. È un tipo grintoso, vuole difendere per 48 minuti e logorarti, poi se possiamo segnare, bene. È diretto, senza fronzoli, ed è il tipo di allenatore che amo

Kevin Garnett

Chi ha visto quei Celtics sa che KG parla per esperienza. Difesa feroce, mentalità dura e un gruppo stellare composto da Paul Pierce, Ray Allen e Rajon Rondo portarono Boston al Titolo NBA nel 2008 e alle Finals nel 2010, perse però contro i Lakers.

Dopo l’era Celtics, Rivers ha vissuto anni di Regular Season brillanti con i Clippers di “Lob City” (356-208 in sette stagioni), ma con Playoff deludenti, inclusi due 3-1 sprecati.

Dopo il passaggio ai Philadelphia 76ers, Rivers ha collezionato 154 vittorie in tre stagioni, prima di approdare infine a Milwaukee. Fatta eccezione per l’ultima annata con i Bucks, non chiudeva con un record negativo dal 2007, quando guidava i Celtics a un deludente 24-58. Forse, come suggerisce Garnett, il problema non è l’allenatore, ma chi scende in campo.

Resta però un interrogativo: con un roster rinnovato e poche certezze sul mercato, la prossima stagione dei Bucks – ritoccati dall’arrivo di Myles Turner e dal taglio di Damian Lillard – si preannuncia una sfida ardua anche per un veterano navigato come Doc Rivers.

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