Il calendario NBA certifica la crisi della Eastern Conference

Il calendario NBA 2025-26 mette in evidenza un divario senza precedenti tra Est e Ovest, con la Eastern Conference sempre più marginale nelle sfide di cartello

LeBron James difende contro Giannis Antetokounmpo in un match di Regular Season tra Los Angeles Lakers e Milwaukee Bucks

L’annuncio del calendario NBA è sempre una tappa chiave per avvicinarsi alla nuova stagione. In particolare, l’Opening Night e il Christmas Day rappresentano il momento in cui la Lega mostra le sfide di maggior richiamo, quelle pensate per catturare l’attenzione del pubblico mondiale.

Eppure, guardando ai sette incroci previsti tra queste due giornate di gala, emerge un dato che non ha precedenti nella struttura attuale della NBA: solo due squadre della Eastern Conference – New York Knicks e Cleveland Cavaliers – sono state inserite tra le protagoniste.

È il segno di un divario fra le conference ormai ai massimi storici. Gli infortuni di Jason Tatum, Damian Lillard e Tyrese Haliburton hanno tolto peso alle contender dell’Est, mentre il mercato NBA continua a favorire i grandi mercati dell’Ovest. Progetti tecnici poco chiari come quelli di Milwaukee Bucks e Philadelphia 76ers hanno fatto il resto, lasciando la Eastern Conference povera di squadre capaci di competere ad alti livelli.

C’è chi chiede interventi strutturali per riequilibrare la situazione: dall’espansione della Lega allo spostamento verso Est di franchigie come Memphis e Minnesota, geograficamente già a metà strada. Nel frattempo, anche il sorteggio dei gironi di NBA Cup conferma la tendenza: a Est, i gruppi appaiono già decisi in partenza, con Knicks, Cavs e Magic nettamente superiori alle rivali; a Ovest, invece, ogni girone promette battaglia e richiederà almeno un’eliminazione eccellente.

Un quadro che preoccupa anche Adam Silver: il Commissioner puntava proprio sulla nuova stagione – con l’esordio dei ricchi contratti per i diritti televisivi – per rilanciare l’equilibrio e l’appeal della Lega. Ma con un Est così impoverito, il rischio è che le differenze si riflettano in maniera pesante anche sugli ascolti e sull’interesse globale.

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