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Paul George meglio di Klay Thomposon? Il pensiero di Beverley

Per Beverley, la presenza di Paul George al posto di Klay Thompson avrebbe potuto rendere i Warriors ancora più forti

Il decennio d’oro dei Golden State Warriors è già scolpito nella storia NBA. Una dinastia che ha cambiato il gioco, costruita intorno al nucleo di Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green. Anche con l’arrivo di Kevin Durant, il cuore di quella squadra restava sempre lo stesso trio.

Patrick Beverley, che quei Warriors li ha affrontati spesso e da vicino, ha riacceso il dibattito con una provocazione che tira in ballo Paul George:

Se al posto di Klay Thompson ci fosse stato Paul George, penso che Golden State avrebbe vinto ancora più titoli

The Pat Bev Show

Il confronto tra i due non è semplice. Paul George, a lungo considerato una delle migliori ali “two-way” della lega, ha vissuto stagioni da protagonista assoluto: nel 2018, con OKC, arrivò terzo nella corsa all’MVP. Thompson, invece, era il secondo violino per scelta, l’uomo che si incastrava alla perfezione nel sistema di Steve Kerr.

Ed è qui che sta la differenza. Essere la prima opzione non significa automaticamente eccellere come seconda. L’alchimia dei Warriors si basava su un incubo tattico: due tiratori leggendari, Curry e Thompson, sempre pronti a punire le difese sul perimetro.

Ciò che mancava a Klay (ora tra i favoriti al Titolo con i Mavs) in termini di creazione palla in mano, lo restituiva con una precisione chirurgica in catch-and-shoot e con un contributo difensivo spesso sottovalutato.

Le sue esplosioni hanno deciso partite cruciali: il mito di Game 6 Klay (41 punti con 11/18 da tre punti in semifinale contro OKC) nacque proprio da quelle serate in cui sembrava impossibile fermarlo.

Forse Paul George avrebbe portato altre qualità, ma nessuno avrebbe potuto replicare quel mix unico di tiro, tempismo e freddezza che rese Thompson insostituibile.

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