La nuova Spagna di Scariolo è ancora un cantiere aperto

Scariolo si affida ai giovani per voltare pagina dopo gli addii di Fernandez e Llull, ma la Spagna sembra – per ora – lontana dai vertici europei

Imago - Hernangomez Spain EuroBasket

La Spagna sta vivendo un periodo di transizione complicato. Gli addii di due colonne come Rudi Fernandez e Sergio Llull hanno lasciato un vuoto difficile da colmare, e coach Sergio Scariolo ha deciso di accelerare il ricambio generazionale affidando la cabina di regia a due diciannovenni: Sergio de Larrea e Mario Saint-Supery.

La scelta, coraggiosa e in linea con la filosofia di rinnovamento, non ha però dato i frutti sperati. De Larrea ha esordito addirittura da titolare nella manifestazione, mentre Saint-Supery ha gestito i minuti della seconda unità. Entrambi hanno mostrato però comprensibili difficoltà nel dare fluidità al gioco, e il risultato è stato un attacco spagnolo troppo spesso macchinoso e prevedibile, ancora sorretto da un Willy Hernangomez che sembra ormai in fase calante.

La netta sconfitta contro la Georgia ha evidenziato tutti i limiti della Roja, e solo le partite con Bosnia e Cipro hanno permesso di respirare e ritrovare fiducia. Eppure, parlare di piazzamenti di vertice sembra oggi utopia.

A preoccupare non è solo il presente, ma anche l’immediato futuro: il ruolo dei due giovani registi non appare destinato a crescere in centralità, con la Spagna che sta virando sempre di più su quintetti fisici, orientati a sfruttare la stazza in area. Lo conferma il dato in aumento dei tiri da due punti presi a discapito di soluzioni più moderne e dinamiche.

Il prossimo scontro diretto con l’Italia rischia di diventare un vero spartiacque. Per evitare un cammino in salita nella fase a eliminazione diretta, dove incombono le superpotenze del Gruppo D, Scariolo dovrà trovare in fretta nuove risposte. La Spagna è in pieno processo di ricostruzione, ma per ora il futuro sembra ancora troppo incerto.

Leggi anche

Loading...