Nikola Jovic, ora deve dimostrare di valere l’NBA

Ancora un impatto convincente in nazionale per l’ala serba: adesso però serve trovare continuità in NBA con la maglia dei Miami Heat

Nikola Jovic Miami Heat NBA

Difficilmente si dimenticherà la scottante eliminazione della Serbia agli ottavi di finale di un EuroBasket che la indicava all’unanimità come grande favorita per la vittoria; eppure, una nota lieta si è chiaramente imposta agli occhi dello staff tecnico: la grande maturità mostrata, per tutta la competizione, da Nikola Jovic.

Lampi di talento, e in alcuni momenti persino di autorevolezza, il giocatore cresciuto nel Mega Belgrado li aveva già mostrati due estati fa, in una World Cup chiusa con 10.1 punti di media e soprattutto un più che lusinghiero 42.3% dall’arco, prima di un’Olimpiade vissuta in sordina, complice il minor spazio trovato in rotazione. Ora, però, l’impressione che la sua esperienza oltreoceano sia vicina a un turning point decisivo appare più viva e legittima che mai.

Archiviata una stagione segnata da una frattura al metacarpo della mano destra, abbastanza seria da costringerlo ai box per tutto il mese di marzo – prima del ritorno in campo nella serie di primo turno persa 4-0 contro Cleveland – Jovic ha comunque prodotto 10.7 punti e 4 rimbalzi di media, con un solido 37% dall’arco. Il suo percorso è stato però caratterizzato da un minutaggio altalenante: dai soli 16 minuti di media a novembre fino alla progressiva crescita che lo ha portato ai 29.6 di gennaio.

Con una squadra in pieno rebuilding, e con la prossima deadline che potrebbe trasformarsi in un crocevia decisivo anche per Tyler Herro e Bam Adebayo, sembra inevitabile che coach Spoelstra conceda ampio spazio alla linea verde: Jovic ha tutte le carte in regola per diventarne il fiore all’occhiello.

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