Chris Paul e la nostalgia della Lob City: perché è tornato ai Clippers
Chris Paul e la nostalgia dei suoi anni ai Clippers: l’ex Spurs racconta perché è tornato a Los Angeles
Chris Paul è tornato ai Clippers e il primo sentimento che ha condiviso è la nostalgia. A 40 anni, CP3 ha ricordato con affetto i giorni della Lob City, quando insieme a Blake Griffin e DeAndre Jordan trasformò Los Angeles in una delle squadre più divertenti della lega.
Arrivato nel 2011, Paul era nel pieno della carriera e guidò i Clippers a stagioni spettacolari, tra alley-oop e rimonte da highlight. Il soprannome Lob City nacque proprio da quelle giocate sopra il ferro che resero i Clippers una delle squadre più seguite del decennio.
Sono stati anni incredibili, mi manca quell’energia quotidiana
Chris Paul
Ma nonostante l’impatto mediatico, quel gruppo non riuscì mai a superare il secondo turno Playoff, lasciando un senso di incompiutezza.
Ora il copione è diverso. Dopo passaggi a Houston, Oklahoma City, Phoenix e San Antonio, Paul rientra a L.A. con un ruolo ridimensionato: lo scorso anno ha viaggiato a 8.8 punti, 3.6 rimbalzi e 7.4 assist di media. Non è più il faro assoluto, ma resta un regista d’élite, capace di dare ordine e leadership alla second unit e soprattutto di portare esperienza nello spogliatoio.
Il contesto, stavolta, è di lusso (ma tormentato dall’indagine sul Caso Aspiration): Kawhi Leonard, James Harden e Bradley Beal formano un nucleo ambizioso, con cui Paul potrebbe trovare più successo di quanto raccolto nei suoi primi anni losangelini.
Forse non vedremo più le schiacciate spettacolari di dieci anni fa, ma per CP3 questa è una storia che si chiude in cerchio. E se riuscirà a stabilizzare i Clippers e guidarli nei momenti caldi, il suo ritorno potrebbe regalare quel finale da favola che la Lob City non ha mai conosciuto.