Chris Paul crede nei Clippers: “L’età non conta, siamo una squadra versatile”

L’età media da record dei Clippers non spaventa Chris Paul: l’ex Spurs ha completa fiducia nelle potenzialità della sua nuova squadra

Chris Paul al media day dei Los Angeles Clippers

Con l’aggiunta di Chris Paul, i Los Angeles Clippers sono diventati ufficialmente la squadra più anziana della NBA. Età media: 35,3 anni. Su una stagione da 82 partite – e all’Intuit Dome sperano di arrivare almeno a cento, con i Playoff – quei numeri possono pesare, nel bene e nel male.

Los Angeles ha ambizioni da titolo dopo un’estate in cui ha puntato tutto sull’esperienza. A sostegno di Kawhi Leonard (che ha commentato il suo coinvolgimento nel caso Aspiration), Steve Ballmer ha messo insieme un gruppo di veterani di lusso: Bradley Beal (32), arrivato dopo il buyout con i Suns, Brook Lopez (37) e infine Chris Paul (40).

Tutti possono dire quello che vogliono là fuori, ma ciò che conta davvero è quello che diciamo dentro, giusto? La cosa più intrigante della nostra squadra è – al di là dell’età o di qualsiasi altra cosa – che abbiamo così tanti modi diversi di giocare, e così tanti ragazzi che in questa lega hanno già fatto un sacco di cose.

Chris Paul

Tanti chilometri nelle gambe, sì, ma anche un bagaglio di conoscenze e leadership che i Clippers vogliono trasformare nel loro vero vantaggio competitivo.

Il roster, così costruito, è tra i più profondi della lega. E nonostante qualcuno possa storcere il naso davanti all’età, l’obiettivo è chiaro: capitalizzare l’esperienza per gestire i momenti chiave di una stagione lunga e faticosa.

Chris Paul, il “senatore” del gruppo, è consapevole dei dubbi che accompagnano la carta d’identità dei Clippers, ma ha già messo le cose in chiaro: l’esperienza non è un limite, è un’arma.

E se la salute reggerà, questo mix di saggezza e talento potrebbe essere proprio ciò che serve a Los Angeles per fare finalmente il salto che aspetta da anni.

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