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Nikola Jokic: “Nuggets sottovalutati? Meglio così”

Nikola Jokic non cerca riflettori: mentre tutti indicano i Thunder come favoriti al titolo, il serbo crede che i suoi Nuggets siano pronti a sorprendere

Nikola Jokic non ha alcuna intenzione di farsi travolgere dall’entusiasmo che circonda gli Oklahoma City Thunder. Con il suo consueto aplomb, il centro dei Denver Nuggets ha accolto con un sorriso le domande sui favoriti al Titolo:

Spero che possiamo essere i… come si dice? I cavalieri silenziosi. I cavalli silenziosi. I dark horse

Nikola Jokic

Un modo leggero, ma eloquente, per dire che ai Nuggets va benissimo restare lontani dai riflettori – anche se i recenti sondaggi comunque li considerano tra le tre principali contender della prossima stagione.

E in effetti, tutta l’attenzione è per OKC. Dopo una stagione storica chiusa con un clamoroso 68-14 e il primo titolo della loro storia, i Thunder si sono guadagnati a pieno diritto l’etichetta di squadra da battere. Con Shai Gilgeous-Alexander, Chet Holmgren e Jalen Williams, il futuro sembra già scritto: un gruppo giovane, brillante e ancora lontano dal proprio apice.

Ma a Denver non si parla di resa. Jokic è reduce da un’altra stagione da record storici – 29.6 punti, 12.7 rimbalzi e 10.2 assist di media – e ha ancora fame. Con Jamal Murray, Aaron Gordon e i nuovi arrivi come Cam Johnson, Bruce Brown, Jonas Valanciunas e Tim Hardaway Jr., i Nuggets si sono rinforzati senza stravolgere la loro identità. L’obiettivo è chiaro: tornare al vertice, anche se il percorso passerà inevitabilmente attraverso OKC.

La rivalità è già stata scritta. Lo scorso maggio, i Thunder hanno eliminato i Nuggets in una durissima semifinale di Conference, chiusa solo in Gara 7. Jokic fu monumentale, ma non bastò. Ora, però, l’idea di partire da outsider sembra quasi piacergli. Meno hype, più sostanza: il terreno ideale per una squadra che sa vincere in silenzio.

Nell’Ovest affollato da Timberwolves, Lakers, Clippers e Rockets, la battaglia sarà feroce. Ma i Nuggets non hanno bisogno di titoli per farsi notare. Forse, come ha detto Jokic, è meglio essere il dark horse.

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