JJ Redick fiducioso: “Questi Lakers possono puntare al titolo NBA”

I nuovi Lakers stanno prendendo forma in preseason, e coach Redick appare sempre più entusiasta: ecco il suo commento

JJ Redick, coach dei Los Angeles Lakers

JJ Redick, ex tiratore raffinato e oggi coach dei Los Angeles Lakers, ha scelto di fare un passo indietro durante l’ultima partitella d’allenamento. Non ha impartito ordini, non ha corretto schemi. Ha osservato. E quello che ha visto, racconta, gli ha strappato un sorriso.

Quello che ho notato oggi, più e più volte, sono state piccole interazioni. Le migliori squadre vivono di questo: comunicazione costante, incoraggiamenti, gesti rapidi. ‘Buon blocco’, ‘ottimo passaggio’, ‘ci penso io la prossima volta’. È questo che stiamo iniziando a vedere

JJ Redick

Per Redick, che ha fatto della “mentalità da titolo” il mantra della nuova stagione, la comunicazione è il primo mattone del suo progetto.

Dopo un anno di apprendistato – con tutte le difficoltà del caso – il coach sembra aver trovato il tono giusto per il gruppo. E non è un caso che abbia più volte parlato di tutti quei piccoli ingredienti che trasformano un gruppo in una squadra da Titolo: abitudini, condizione e linguaggio da campioni.

In effetti, i Lakers di quest’anno sembrano più compatti e – parola chiave – più in forma. Luka Doncic, in particolare, si è presentato con una condizione fisica completamente rinnovata, frutto di un’estate di lavoro silenzioso. Redick lo ha elogiato pubblicamente, definendolo “il simbolo della nostra disciplina”.

Servirà eccome, perché LeBron James sarà costretto a fermarsi per tre o quattro settimane a causa di una sciatalgia – la prima volta in carriera che salterà il debutto stagionale.

Con LeBron ai box con la sciatica, toccherà proprio a Doncic (elogiato da James) e Austin Reaves guidare i gialloviola nelle prime settimane di stagione. L’obiettivo è evitare un inizio altalenante come quello dello scorso anno, quando i Lakers partirono 13-12 e il nome di Redick – allora debuttante in panchina – finì presto nel mirino della critica.

Poi, però, la squadra trovò la rotta giusta: 50 vittorie, terzo posto a Ovest, e una regular season solida. I playoff si chiusero troppo presto, al primo turno contro Minnesota, ma la dirigenza non ha esitato a premiare Redick con un rinnovo biennale. Segno che a Los Angeles credono davvero nella sua visione.

Il preseason, per ora, racconta una storia diversa: due sconfitte contro Phoenix e Golden State, prestazioni non brillantissime e qualche ingranaggio da oliare. Ma per Redick va bene così. L’importante, dice, è vedere “i segnali giusti”. E quei segnali, a quanto pare, stanno arrivando nelle pieghe più impercettibili del gioco: un cinque battuto, un “ci penso io” sussurrato tra compagni.

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