Houston Rockets, la lineup più alta della storia NBA

Dallo small-ball allo tall-ball: i Rockets alzano l’asticella – letteralmente. Contro i Thunder, Udoka manda in campo un quintetto da record con cinque giocatori sopra i due metri

Kevin Durant Alperen Sengun Rockets

Ogni moda, prima o poi, genera la sua controtendenza. Lo small-ball ha dominato l’ultimo decennio NBA, trasformando il gioco in velocità, spaziature e versatilità estrema.

Ma proprio nel momento in cui molte squadre stanno timidamente riscoprendo il fascino del doppio lungo, i Rockets scelgono la via più radicale: rompere completamente le regole del gioco.

Il nuovo skyline di Houston

Ime Udoka non si è limitato a sperimentare: ha esagerato. Contro i Thunder, Houston ha schierato il quintetto più alto nella storia della NBA. Non uno, non due, ma cinque lunghi – tra ali e centri – contemporaneamente in campo:

  • Amen Thompson, il più “piccolo”, con i suoi 201 cm;
  • Kevin Durant, tornato nel suo ruolo di ala pura;
  • Jabari Smith Jr., lungo moderno con tiro e mobilità;
  • Alperen Sengun, la mente offensiva nel pitturato;
  • Steven Adams, il muro neozelandese da 211 cm.

Risultato? Uno skyline che fa impallidire il centro di Houston.

Non follia, ma visione

Sulla carta può sembrare una provocazione tattica. Nella pratica, questo quintetto ha senso. C’è velocità con Thompson, tiro perimetrale con Durant e Smith, creazione dal post con Sengun, e presenza fisica con Adams. È una squadra che può cambiare su tutto, dominare a rimbalzo e aprire il campo con cinque giocatori sopra i due metri capaci di passarsi la palla e tirare.

Se davvero questa sarà la lineup titolare dei Rockets nella Regular Season, non si potrà nemmeno parlare di follia: sarebbe una rivoluzione consapevole, una dichiarazione d’intenti. Houston non segue le tendenze – le crea.

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