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Disastro Mavs, “Fire Nico!” dopo l’avvio da incubo

Cooper Flagg mostra sprazzi di talento, ma il nuovo progetto Mavs fatica a decollare. Il pubblico di Dallas perde la pazienza

L’aria a Dallas si fa pesante. Dopo la seconda sconfitta consecutiva, un 117-107 casalingo contro i Washington Wizards, il pubblico dell’American Airlines Center ha dato libero sfogo alla frustrazione con un coro sempre più familiare: “Fire Nico!”, rivolto al general manager dei Mavericks, Nico Harrison.

Il malcontento dei tifosi non nasce dal nulla. Da quando Luka Doncic è stato clamorosamente ceduto ai Los Angeles Lakers lo scorso 2 febbraio – appena pochi mesi dopo aver trascinato Dallas fino alle Finals 2024 – la fiducia nella dirigenza è crollata.

L’arrivo di Anthony Davis e la fortuna al Draft (con la prima scelta assoluta usata per prendere Cooper Flagg) avevano temporaneamente riacceso l’entusiasmo, ma le prime due uscite stagionali hanno riportato tutti alla realtà.

I tifosi hanno il diritto di esprimersi, ma serve pazienza. È una squadra nuova, dobbiamo conoscerci e crescere insieme

Jason Kidd

Dopo il pesantissimo -33 subito all’esordio contro San Antonio, la sconfitta con Washington – una squadra reduce da una stagione da 18 vittorie e 64 sconfitte – ha riacceso le polemiche. Migliaia di seggiolini vuoti e cori contro la dirigenza: un segnale forte e chiaro.

I numeri raccontano il caos: ultima in NBA per efficienza offensiva (95,5 punti ogni 100 possessi) e 18,5 palle perse di media.

Ci stiamo battendo da soli. Serve solo lavorare e imparare

Anthony Davis

Mentre Dallas affonda, Luka Doncic continua a brillare. Dopo 49 punti, 11 rimbalzi e 8 assist nella vittoria dei Lakers contro Minnesota, lo sloveno guida la lega per punti a partita (46.0 di media). Ogni sua impresa diventa un ricordo doloroso per i tifosi dei Mavs, che si chiedono quanto tempo ci vorrà prima che la ricostruzione di Harrison inizi davvero a dare frutti.

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