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Durant ne mette 37, ma Rockets ancora KO: “Meglio arrabbiati che rassegnati”

Houston parte con due sconfitte di fila, ma Kevin Durant non perde la calma. Anzi, legge nella rabbia dei Rockets il segnale giusto

Kevin Durant non sembra affatto preoccupato dal pessimo inizio degli Houston Rockets. Due sconfitte in altrettante partite – la prima all’esordio contro i Thunder campioni in carica, la seconda contro i Pistons – hanno lasciato un senso di frustrazione nello spogliatoio, ma per Durant questa è una buona notizia.

Allenatori arrabbiati, giocatori arrabbiati. Vogliamo risultati migliori, e per essere solo all’inizio mi piace vedere questa energia

Kevin Durant

L’ex Suns ha fatto tutto ciò che poteva nel suo debutto casalingo in Texas: 37 punti con un 9/18 dal campo e un quasi perfetto 16/18 ai liberi. Ma nemmeno una prestazione del genere, davanti agli sguardi di Yao Ming e Hakeem Olajuwon seduti a bordo campo, è bastata per evitare un nuovo finale amaro.

Come già accaduto contro gli Oklahoma City Thunder, anche contro i Pistons la partita è rimasta in bilico fino agli ultimi secondi. Sul 113-111, con meno di 30 secondi da giocare, Durant ha attirato il raddoppio e scaricato su Alperen Sengun, il cui tiro è stato stoppato da Paul Reed. Cade Cunningham ha poi chiuso i conti dalla lunetta.

Non credo che abbiamo ancora giocato una buona partita. Due partite punto a punto non bastano. Abbiamo ambizioni da titolo, quindi dobbiamo iniziare a comportarci di conseguenza

Amen Thompson

Per ora i Rockets restano a secco di vittorie, ma la tensione che serpeggia nello spogliatoio non è quella della crisi – è quella di chi pretende di più da sé stesso. E a giudicare dalle parole di Durant, è esattamente l’atteggiamento giusto.

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