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Doc Rivers deluso dai suoi Bucks: “Dovevamo chiuderla prima”

I Bucks dominano per oltre metà gara, ma si sciolgono nel finale: Houston ne approfitta con Durant e porta a casa un successo pesante

Al Fiserv Forum doveva essere la giornata dei campioni, con Giannis Antetokounmpo e Kevin Durant pronti a illuminare una sfida di lusso tra Bucks e Rockets. In effetti, le due stelle non hanno deluso, ma il finale ha raccontato un’altra storia: quella di una Milwaukee che si è spenta proprio quando sembrava pronta a chiudere i conti.

Dopo un primo tempo convincente, in cui le seconde linee hanno dato energia e ritmo, i Bucks si sono fatti rimontare da Houston, crollando 122-115 in una partita che sembrava già in pugno.

La chiave? I rimbalzi. I Rockets hanno dominato sotto i tabelloni, chiudendo con un margine di +23, che ha permesso loro di restare sempre a contatto. Quando poi Durant e i comprimari hanno trovato ritmo nei minuti decisivi, Milwaukee non è più riuscita a reagire.

Doc Rivers non ha nascosto la delusione nel post-gara:

Siamo stati pessimi su entrambi i lati del campo. Dovevamo chiuderla molto prima. Eravamo avanti di 10, ma poteva – e doveva – essere +20. Invece ci siamo complicati la vita con errori banali e scelte sbagliate

Doc Rivers

Il coach dei Bucks ha insistito sul problema principale: la mancanza di continuità.

Abbiamo smesso di muovere la palla, abbiamo forzato in attacco e in difesa ci siamo messi a scommettere su giocate individuali. Contro una squadra come Houston non puoi permettertelo

Doc Rivers

Eppure l’avvio di partita aveva mostrato un’altra Milwaukee. Myles Turner aveva risposto colpo su colpo a Durant nei primi minuti, mentre Giannis Antetokounmpo – partito piano – si era acceso nel secondo quarto con una serie di azioni dominanti, compreso un gioco da tre punti e una schiacciata su assist di Cole Anthony.

Poi, però, tutto è cambiato. Nella ripresa i Rockets hanno aumentato l’intensità, spingendo Milwaukee fuori ritmo. Kevin Durant ha gestito i momenti chiave con la solita calma glaciale, mentre la difesa di Houston ha chiuso l’area, costringendo i Bucks a tiri forzati. Il vantaggio si è sciolto azione dopo azione, fino al sorpasso definitivo negli ultimi minuti.

Una lezione amara per Rivers e compagni: le grandi squadre non si fermano a metà. E contro una Houston affamata e più fisica, ogni calo di attenzione si paga caro.

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