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Jalen Brunson e il lato oscuro dei social: “Ho ricevuto minacce di morte”

Il leader dei Knicks parla dell’odio sui social e di come riesce a trasformarlo in forza grazie alla famiglia

Negli ultimi giorni, Jalen Brunson ha affrontato un tema che va ben oltre il parquet: le minacce di morte che molti atleti ricevono sui social.

La Point Guard dei New York Knicks ha parlato apertamente del peso che certe parole possono avere e di come, troppo spesso, la linea tra la critica sportiva e la violenza verbale venga oltrepassata.

Durante un’intervista rilanciata da Sports Illustrated, Brunson ha spiegato che non si tratta di pochi episodi isolati.

Ho ricevuto minacce di morte. È successo più di una volta. Hanno detto cose davvero pesanti… non lo auguro a nessuno

Jalen Brunson

Non solo offese a caldo dopo una sconfitta, ma messaggi diretti e continui, che arrivano dritti al punto.

Il tema è tornato d’attualità dopo le dichiarazioni di Graham Gano, kicker dei New York Giants, che ha raccontato di ricevere settimanalmente messaggi di odio legati ai risultati sportivi e, in alcuni casi, a scommesse perse da parte dei tifosi.

Un clima tossico che, come sottolineato da Brunson, difficile da capire:

Non auguro a nessuno di leggere certe cose. Non capisco perché qualcuno pensi sia giusto inviare messaggi così pieni d’odio

Jalen Brunson

L’ex Mavs ha poi sottolineato quanto sia difficile gestire questi attacchi:

Cerco di non mostrare troppo, perché so che là fuori la gente non si interessa ai tuoi problemi. Ma quando ho la mia famiglia accanto, posso essere vulnerabile. Ho una cerchia ristretta a cui mi affido quando ho dubbi o mi sento sotto pressione

Jalen Brunson

Il sostegno dei genitori, entrambi con una forte influenza nella sua crescita, è stato determinante per mantenere equilibrio e concentrazione.

Il modo in cui sono stato cresciuto mi ha insegnato a trasformare tutto questo in qualcosa di positivo. È merito dei miei genitori

Jalen Brunson

Sul campo, Brunson continua a rispondere nel miglior modo possibile: con i fatti. Nella recente vittoria dei Knicks contro Minnesota (137–114), ha chiuso con 23 punti, 10 assist e 7 rimbalzi, contribuendo a mantenere l’imbattibilità casalinga della squadra (5–3 il bilancio complessivo).

Il messaggio, però, resta chiaro: dietro ogni atleta c’è una persona, e certe parole non restano mai innocue. Brunson non cerca compassione, ma rispetto – quello che ogni giocatore, a qualsiasi livello, dovrebbe ricevere.

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