Nikola Jokic, fallisce il piano Lue: “Non pensavo ne avrebbe messi 55”

Nikola Jokic trasforma la scelta difensiva dei Clippers in un boomerang: la scommessa di farlo segnare si rivela disastrosa

Nikola Jokic, Denver Nuggets, nel match di Regular Season contro i Memphis Grizzlies

Nikola Jokic ha trasformato la serata di Inglewood in una dimostrazione di superiorità tecnica e mentale. Di fronte ai Los Angeles Clippers, il serbo ha sfoderato una prova da 55 punti con un’efficienza quasi surreale, chiudendo con 18 su 23 tentativi, cinque triple e un controllo totale di ogni possesso.

A rendere tutto ancora più sorprendente è stata la gestione del minutaggio: appena 34 minuti in campo, sufficienti per decidere la partita senza lasciare dubbi su chi fosse il giocatore dominante della serata.

L’aspetto più interessante, però, non è soltanto la dimensione statistica del suo show, quanto il contesto tattico in cui è maturato. Ty Lue ha spiegato a fine partita che l’idea dei Clippers era quella di togliere a Jokic la possibilità di orchestrare il gioco con i suoi passaggi, costringendolo a diventare un finalizzatore puro.

Una scelta legittima, almeno in teoria, perché se limiti il playmaking di uno dei migliori passatori della storia, riduci l’efficienza dell’attacco dei Nuggets. Ma quella teoria si è sgretolata molto velocemente. Lue stesso lo ha ammesso con una punta di rassegnazione:

Non pensavo ne avrebbe messi 55

Tyronn Lue

Il tabù spezzato: finalmente una W nelle notti da 50+

Jokic aveva già firmato tre partite da almeno 50 punti in carriera. Tutte inutili ai fini del risultato:

  • 50 contro Sacramento nel 2021
  • 56 contro Washington nel 2024
  • 61 nel doppio overtime contro Minnesota lo scorso aprile

Un totale di 167 punti buttati via in tre sconfitte.

Quella contro i Clippers, invece, ha interrotto questo paradosso statistico: una notte da dominatore assoluto accompagnata, finalmente, da una vittoria convincente.

Per ora resta la sensazione di aver assistito all’ennesima serata in cui Jokic ha riscritto da solo l’andamento di una partita. Se il piano dei Clippers era provare a guidarlo lontano dal suo comfort, la risposta è stata chiara: non esiste un punto del campo in cui Jokic non possa essere il miglior giocatore disponibile.

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