La lezione di Nikola Jokic: gestione del gioco e impatto totale
Jokic registra la settima tripla doppia in dodici partite: 26 punti, 12 rimbalzi e 11 assist nella vittoria dei Nuggets in casa dei T’Wolves
A Minneapolis è andata in scena una di quelle sere in cui Nikola Jokic lascia la sua traccia con una tripla doppia dominante. Il 3 volte MVP sale a quota in 12 partite, rifilando ai Minnesota Timberwolves 27 punti, 12 rimbalzi e 11 assist.
Numeri chiave, nonostante un infortunio al polso, per trascinare i suoi Denver Nuggets alla settima vittoria consecutiva nel 123-112 che ha riportato sulla terra i Minnesota Timberwolves, reduci da quattro successi di fila.
È stata nel complesso un’ottima partita. Ho provato a gestire meglio i miei possessi. Abbiamo una squadra ricca di giocatori diversi che hanno tutte le caratteristiche per essere funzionali nel nostro sistema. In difesa, nello specifici, stiamo facendo un ottimo lavoro, poi abbiamo un roster lungo che ci consente di avere minuti di qualità da tutti
Nikola Jokic
Ma la serata non è stata solo il solito “Jokic show”. Tim Hardaway Jr., Aaron Gordon e Jamal Murray hanno scelto il momento giusto per sincronizzarsi: 23 punti a testa, con Gordon dominante anche a rimbalzo e Murray in versione direttore d’orchestra. Dall’altra parte, Julius Randle e Anthony Edwards hanno provato a tenere a galla i Wolves (26 punti ciascuno), ma non è bastato dopo un secondo tempo a tinte nettamente Nuggets.
In mezzo, pure un imprevisto degno dei racconti da bordo campo: il sistema ufficiale delle statistiche NBA è andato in tilt nel terzo quarto, costringendo tutti ad aspettare ore per i dati finali.
Denver, per di più, era senza i suoi due starting forwards, Christian Braun e Cam Johnson, entrambi ai box. Eppure la squadra non ne ha risentito: contro Minnesota ha messo in mostra una profondità ritrovata, quello che nelle ultime due stagioni era il vero tallone d’Achille e che oggi, invece, sta già trasformando i Nuggets in una contender credibile.