Durant e Sengun, dal disastro alla vittoria: “Partite così ci fanno crescere”
Durant segna 35 punti e il game winner, Sengun aggiunge la doppia doppia da 30 punti e 12 rimbalzi: il commento dopo la vittoria, rocambolesca, dei Rockets contro i Magic
Il tiro della vittoria di Kevin Durant, autore di 35 punti con 13/24 dal campo, è caduto morbido come una firma d’autore. Ma a rendere epica la notte dei Rockets c’è anche la prova monumentale di Alperen Sengun, che ha chiuso con 30 punti e 12 rimbalzi. Houston ha piegato Orlando 117-113 all’overtime, in un finale che ha trasformato il Toyota Center in un piccolo teatro del brivido.
Sengun vive una serata da protagonista in tutte le sue sfumature: prima spreca una rimessa che regala ad Anthony Black il canestro più fallo del momentaneo vantaggio Magic; poi, con una freddezza da veterano, firma il gancio a 0.2 secondi dalla sirena che rimette tutto in parità e manda la partita ai supplementari.
E lì, nei cinque minuti extra, il palcoscenico è tutto di Durant: controllo totale, ritmo perfetto, e il jumper che chiude definitivamente i conti.
Queste sono le partite da cui possiamo imparare e crescere ancora di più. Sengun ha fatto le giocate decisive, Reed (Sheppard, ndr) lo ha fatto… ottenere questo risultato con l’apporto del gruppo è la chiave, è bello vincere in una partita in cui è successo di tutto
Kevin Durant
Durant, che non si risparmia mai quando c’è da elogiare le giocate dei giovani dei Rockets, ha chiuso i conti con il suo classico jumper dalla media a meno di 10 secondi dalla fine, ma prima di arrivare lì i Rockets hanno dovuto rialzarsi da uno svantaggio che aveva toccato i 14 punti.
Curiosamente Houston ha tirato pochissimo da tre, appena 20 tentativi, perché Orlando ha scelto di difendere Durant e Sengun senza raddoppi. Decisione coraggiosa, certo, ma che ha lasciato spazio ai due All-Star di prendersi la scena, oltre che la partita.
Ime Udoka ha parlato di una “gutsy win”, una vittoria di carattere. E ha ragione: non è stata la serata delle percentuali scintillanti, ma quella in cui il talento dei due leader ha fatto la differenza. Se i Rockets hanno imparato a vincere anche così, allora questo inizio di stagione non è un’illusione: è una promessa.