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Shai trascina i Thunder: rimonta storica contro i Jazz

I Thunder confermano perché sono i campioni in carica: da -18 a +32 con una delle rimonte più impressionanti dell’era play-by-play

Alla Paycom Center è andata in scena una partita che sintetizza perfettamente l’identità dei Thunder: ritmo, resilienza e la capacità di cambiare l’inerzia in un attimo. Utah parte fortissimo, segna 44 punti nel primo quarto – nessuno aveva fatto così bene contro OKC quest’anno – e arriva fino a un vantaggio di 18 lunghezze che sembra orientare la serata.

Invece, si trasforma nella scintilla che accende i campioni NBA.

Il terzo quarto che cambia tutto

OKC entra nella ripresa con un’intensità quasi sproporzionata: mani rapide, pressione costante, ritmi asfissianti. Risultato? Una valanga da 33-4 a fine terzo periodo, con dentro anche un parziale di 22 punti consecutivi che lascia i Jazz completamente senza riferimenti.

Da -7 a +40 nell’arco di 12 minuti: un ribaltone che sembra uscito da un videogioco più che da una partita NBA. E infatti i numeri sono fuori scala:

  • 9 palle perse forzate solo nel terzo quarto,
  • 9 triple segnate in 13 tentativi,
  • 43-20 il parziale della frazione.

Utah, che fino a quel momento aveva gestito bene il ritmo, finisce intrappolata nella morsa difensiva dei Thunder e inizia a perdere palloni in serie: saranno 28 a fine serata, trasformate in 44 punti per OKC. Un gap impossibile da reggere.

Nel terzo quarto siamo riusciti a sistemare davvero bene la difesa. Le stoppate e i buoni possessi difensivi ci hanno dato la possibilità di correre e aprire il campo. Direi che abbiamo avuto una grande reazione

Coach Daigneault

Shai, una costante da 30

Shai Gilgeous-Alexander continua la sua stagione da fuoriclasse totale. Entra in partita tirando dal perimetro sotto il 27% nelle prime sette gare, ma nelle ultime settimane ha ritrovato fluidità e sicurezza. Contro Utah fa 3/3 da tre, un solido 9/13 dal campo e 10/12 ai liberi, chiudendo con un’altra gara oltre i 30 punti: 14 volte nelle prime 17 uscite stagionali, un ritmo che non si vedeva dai tempi di Michael Jordan 1986-87.

I Thunder salgono a 16-1, ottengono l’ottava vittoria consecutiva e restano imbattuti (5-0) nelle partite in cui partono sotto in doppia cifra. Nessun’altra squadra NBA può dirlo.

Contro Utah hanno mostrato perché sono considerati i veri favoriti per tornare fino in fondo: anche quando il gioco non gira, basta un quarto per ribaltare tutto. E quando trovano ritmo, restare in piedi è quasi impossibile.

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