Joel Embiid torna ad allenarsi, ma restano dubbi sul suo futuro
Joel Embiid potrebbe finalmente tornare in campo contro gli Orlando Magic, ma la sua situazione resta avvolta nell’incertezza
La domanda che aleggia a Philadelphia da giorni è semplice: Joel Embiid giocherà davvero questa notte contro gli Orlando Magic? Dopo due settimane ai box, il centro dei 76ers ha finalmente completato un allenamento pieno nella giornata di lunedì, un segnale che ha riacceso le speranze dei tifosi.
Embiid si è allenato con la squadra e lo staff medico ha deciso di etichettarlo come “questionable”, una piccola ma significativa promozione rispetto ai recenti “out” o “doubtful”.
Un inizio di stagione complicato
Embiid ha disputato appena sei partite finora, accumulando 19.7 punti, 5.5 rimbalzi e 3.3 assist di media. Numeri lontani dai suoi standard, ma comunque accompagnati da una costanza realizzativa: dopo i soli quattro punti della gara inaugurale, ha superato quota 20 in tutte le successive cinque uscite.
Il problema? Lo stesso di sempre. La sua disponibilità è imprevedibile. Se è ormai noto che il ginocchio sinistro sia un tema cronico da anni, stavolta è il destro ad aver ceduto sotto lo sforzo di compensazione. Gli ultimi sette incontri sono sfumati proprio per questo motivo.
Un membro interno alla squadra – secondo alcune indiscrezioni – avrebbe ammesso:
Con Embiid bisogna convivere nell’incertezza, perché non esiste una settimana uguale alla precedente
Membro 76ers
Non è una frase buttata lì: è quasi un manifesto di ciò che i Sixers stanno vivendo da tempo.
L’ipotesi di una trade divide tifosi e analisti
C’è un punto su cui gli analisti concordano: se Embiid non regge fisicamente, Philadelphia non può pensare in grande. Eppure la questione si ribalta immediatamente: anche volendo cambiare strada, come si potrebbe muovere la franchigia?
Molti tifosi cominciano a chiedersi se non sia arrivato il momento di una trade, esasperati da stagioni scandite da continue assenze. Ma siamo davanti a un vicolo cieco.
Embiid ha superato i 30 anni, porta con sé un dossier medico che scoraggia chiunque e, soprattutto, ha un’estensione contrattuale da 188.2 milioni di dollari per tre anni che entrerà in vigore solo dal 2026-27. Una cifra enorme in un NBA che sta cercando in tutti i modi di evitare le sanzioni legate ai nuovi tax apron.
Un dirigente avversario – secondo quanto riportato in alcuni retroscena – avrebbe definito l’idea di scambiare per Embiid come “un impegno finanziariamente insensato per la maggior parte delle squadre“.
La frase sembra esagerata, ma evidenzia una realtà ben solida: il mercato attorno al centro dei Sixers è praticamente inesistente.
Un matrimonio obbligato
La verità è che Philadelphia è incastrata. Nessuno sembra intenzionato a prendersi carico di un contratto simile, e la salute di Embiid non promette garanzie. Di conseguenza, squadra e giocatore saranno quasi costretti a continuare insieme, cercando un equilibrio complicato tra gestione fisica e competitività.
Per quanto riguarda stanotte, resta un ultimo passaggio da superare: la valutazione prepartita. Solo lì sapremo se Embiid tornerà davvero in campo. Un altro piccolo capitolo di una storia sempre più difficile da decifrare.