Troppi infortuni in NBA: è colpa della preparazione in off season?

Le prime settimane di stagione NBA sono già state segnate dagli infortuni di grandi stelle come Davis, Wembanyama e Antetokounmpo. I dirigenti spiegano le possibili cause.

Anthony Davis Mavs Infortunio

La NBA è solo all’inizio, ma la stagione 2025-26 sta già segnando un record preoccupante di infortuni. Da Victor Wembanyama a Joel Embiid, da Anthony Edwards a Trae Young, Zion Williamson e Giannis Antetokounmpo, molte delle stelle più importanti della lega sono già out, suscitando frustrazione nei front office di tutte le squadre.

Secondo alcuni dirigenti, la causa non è il carico di lavoro: molti giocatori trascorrono l’offseason concentrandosi su tiri e palleggi, trascurando l’allenamento fisico specifico.

Personalmente non credo sia perché corriamo troppo. Credo sia perché questi ragazzi non corrono abbastanza. Non abbiamo avuto infortuni ai tessuti molli e i nostri carichi di lavoro non superano i numeri passati come può accadere ad altre squadre

Dirigente anonimo via The Athletic

Così ha detto un GM in un’intervista a The Athletic, spiegando che la mancanza di preparazione può aumentare il rischio di infortuni. L’esempio più eclatante è Wembanyama, fermo per una contrattura al polpaccio dopo aver già saltato 36 partite la scorsa stagione (sarà rivalutato tra una decina di giorni).

Pochi atleti lavorano su movimenti difensivi, closeout veloci e stop-and-start, fondamentali per resistere all’intensità della NBA. Il risultato è visibile: Jayson Tatum, Tyrese Haliburton, Damian Lillard, Kyrie Irving e Fred VanVleet sono tra i tanti fuori per problemi muscolari o legamentosi.

Non tutto è negativo: la medicina sportiva moderna permette recuperi più rapidi e prestazioni di alto livello dopo infortuni che un tempo sarebbero stati devastanti.

Tuttavia, se la lega vuole evitare un’altra stagione condizionata dalle assenze (143 giocatori hanno saltato almeno una gara per infortunio finora), squadre e giocatori devono rivedere la preparazione fisica e puntare su prevenzione e sostenibilità. La sfida è chiara: mantenere le stelle in campo abbastanza a lungo per decidere le sorti della stagione.

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