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Il rientro di Embiid non basta ai 76ers: “Contento di essere tornato”

I 76ers riabbracciano Joel Embiid dopo tre settimane, ma una partita caotica e il talento di Jalen Johnson condannano Philly dopo due overtime

Il ritorno di Joel Embiid dopo tre settimane fuori per problemi al ginocchio doveva essere la scintilla per rimettere in moto i Philadelphia 76ers, ma la serata si è trasformata in una lunga battaglia persa 142-134 dopo due overtime contro gli Atlanta Hawks. Una partita instabile, piena di errori, ribaltamenti di fronte e decisioni arbitrali discutibili.

Per la prima volta in stagione Embiid, Paul George e Tyrese Maxey hanno condiviso il parquet. L’energia del gruppo però non ha cancellato il peso dei minuti mancati insieme. Maxey ha tirato il carro: 44 punti, 9 assist e 7 rimbalzi in 52 minuti, un tour de force che ha tenuto in piedi Philly.

Embiid è arrivato a 18 punti in 30 minuti, senza però poter partecipare al secondo OT. Il suo focus era valutare il ginocchio:

Il primo tempo è stato positivo. Dopo quasi un mese fermo e solo due sessioni di lavoro in campo è normale che sia tutto più complicato. Sono contento di essere tornato a giocare e ripartire da qui. Non mi valuto in base ai tiri segnati o sbagliati: mi interessa come mi muovo lateralmente, come salto. È stato un passo avanti importante

Joel Embiid

Rotazioni ridotte anche per VJ Edgecombe, rientrato dopo il fastidio al polpaccio e soddisfatto di come si è sentito in campo. In una notte piena di acciacchi e minutaggi controllati, Nick Nurse ha riassunto il tutto in modo diretto:

Era più o meno tutto quello che avevano da dare, sinceramente

Nick Nurse

La sconfitta brucia, inutile girarci attorno. Ma il rientro di Embiid e la prova di Maxey raccontano che il potenziale dei Sixers è ancora tutto da esplorare. Serve tempo, serve continuità. E magari qualche notte un po’ meno folle di questa.

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