La nuova vita di Dillon Brooks passa dagli isolamenti
Dillon Brooks si reinventa ai Suns: meno tiri da tre e più isolamenti, diventando un pericolo costante vicino al ferro
Dimentichiamo il Dillon Brooks “mastino” da 3&D visto a Memphis e Houston. Ai Suns, l’esterno canadese sta vivendo una vera trasformazione offensiva, cambiando radicalmente il suo stile di gioco.
Dal tiro da tre all’1v1: la metamorfosi di Brooks
Brooks ha ridotto il volume dei suoi tiri dall’arco e accorciato il raggio di tiro, inserendo con continuità un repertorio di isolamenti che fino a poco tempo fa utilizzava solo a sprazzi. I numeri parlano chiaro: su 77 isolamenti giocati in stagione, Brooks produce 1.18 punti per possesso, appena 0,09 in meno di un riferimento assoluto dell’1v1 come Shai Gilgeous-Alexander (1.27 ppp). Un segnale inequivocabile della sua evoluzione tecnica.
La percentuale di triple sul totale dei suoi tiri è scesa al 40.8%, frenata da un modesto 31% da tre. Questa inefficienza lo ha spinto ad affidarsi sempre più a soluzioni a corto raggio, trasformandolo in un attaccante vicino al ferro. Con una media di 22.3 punti a partita, Brooks è diventato il secondo riferimento offensivo della squadra, dimostrando quanto la sua nuova identità stia dando frutti immediati.
L’evoluzione tecnica come chiave del successo
La capacità di adattarsi e reinventarsi ha reso Brooks un giocatore più versatile e difficile da marcare. La combinazione di isolamenti efficaci, attacchi in penetrazione e gioco vicino al ferro lo sta trasformando in una risorsa cruciale per i Suns, pronta a lasciare il segno anche nei momenti più delicati della stagione.